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Le stragi non si prescrivono. La sera del 29 dicembre, in solidarietà a fianco dei familiari e della popolazione di Viareggio
Una sera fredda, quella del 29 dicembre, tenuto a casa piu' di 300 cittadini\e Viareggini

Il freddo e il silenzio mediatico non hanno vinto la strenua resistenza e la tenacia di tanti\e scesi\e in piazza in attesa della sentenza sulla strage di Viareggio del 2009
Un presidio davanti alla stazione per chiedere una sentenza di verità e giustizia, poi una fiaccolata silenziosa conclusa alla Casina dei Ricordi.

I familiari delle vittime della Strage di Viareggio del 29 giugno 2009 si erano rivolti alla città di Viareggio e l'appello, come in tante altre occasioni, è stato accolto.

La sentenza di 1° grado è prevista per Gennaio ma il rischio della prescrizione per alcuni reati è dietro l'angolo
Vogliamo far sentire la voce di chi quella notte ha visto cambiare drammaticamente la propria vita. Non si può pensare che nel cercare la verità non si tenga in considerazione 32 persone brutalmente assassinate nella notte del 29 giugno, sono queste le parole pronunciate al megafono dai familiari riuniti nell' Associazione “Il Mondo che Vorrei”

Ogni cittadino ha di­rit­to alla li­ber­tà e alla si­cu­rez­za, non siamo noi a dirlo ma l'articolo 6 della “Carta di Nizza” nota anche come “Carta dei di­rit­ti fon­da­men­ta­li­ del­l’U­nio­ne Eu­ro­pea”

La sicurezza in ferrovia è messa a rischio da anni, da quando hanno iniziato a privatizzare, a tagliare la manutenzione, a ridurre gli organici, imponendo il macchinista unico al posto dei due di un tempo.

Non parliamo solo della salute e sicurezza dei ferrovieri ma della cir­co­la­zio­ne fer­ro­via­ria che riguarda tutti\e, utenti, lavoratori e cittadini

Sul banco degli imputati in un processo che si trascina da mesi sono i Si­ste­mi di ge­stio­ne della si­cu­rez­za delle im­pre­se fer­ro­via­rie che dovrebbero prevedere la esclusione di tutti i rischi, inclusi quelli legati alla manutenzione, all'impiego delle ditte appaltatrici, dei materiali utilizzati

Esistono direttive europee inapplicate, la strage di Viareggio dimostra che la sicurezza non esisteva come non c'era manutenzione effettiva dell'assile di acciaio che si è fratturato e ha provocato l'esplosione che solo per un caso non ha prodotto un numero ancora maggiore di vittime.

Lo stesso Pm ha ammesso " gravi ca­ren­ze ma­nu­ten­ti­ve" , una lunga catena della insicurezza costruita ad arte per favorire il massimo profitto. A pagare sono ogni giorno i ferrovieri con un elevato numero di infortuni e di morte come accaduto nelle Ferrovie inglese dopo la privatizzazione della lady di ferro.

I familiari di Viareggio da anni si spendono per sostenere le istanze della sicurezza in tutta la penisola, lo fanno con tenacia e convinzione. Un ferroviere, Riccardo Antonini, ha pagato con il licenziamento il sostegno accordato alle vittime della strage e a Metà Gennaio anche per lui la Cassazione si pronuncerà in merito alla sua riassunzione.

Pensiamo sia un dovere etico e morale di ogni cittadino impedire che cali il silenzio attorno alla strage di Viareggio e che una eventuale prescrizione salvi dalla condanna i numerosi responsabili per il quale il Pm ha chiesto anni di carcere

Ma soprattutto ci auguriamo che la strage di Viareggio consenta a tutti\e di guardare con occhio diverso ai processi di privatizzazione avvenuti in questi anni, nasce da questi processi la mancanza di sicurezza in ferrovia e il deterioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei tanti pendolari costretti a utilizzare mezzi sempre piu' vecchi, con orari impossibili e costi lievitati

Del resto da anni si investe nelle inutili grandi opere come la Tav ma gran parte del Sud è ancora con il binario unico e un sistema antiquato di cui i pendolari fanno ogni giorno le spese

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