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Solidarietà operaia a Porto Torres


La Torre Aragonese di Porto Torres è ormai diventata il simbolo della lotta dei lavoratori Vinyls del petrolchimico che la occupano dal 7 gennaio, tra intemperie e notizie non certo rassicuranti circa il loro futuro. Ma non manca la solidarietà attiva dei compagni e quel che è successo ieri pomeriggio rappresenta quanto di meglio la solidarietà tra operai possa esprimere. Una delegazione dei lavoratori del caseificio Pinna di Thiesi (a 70 km da Porto Torres) guidata da Enzo Mele, delegato Cgil e militante del circolo del Mejlogu di Rifondazione comunista, ha consegnato ai lavoratori del petrolchimico 12 quintali di generi alimentari di prima necessità e in particolare: 1000 pacchi di pasta, 360 confezioni di pomodori pelati, 240 litri di latte, 240 confezioni di zucchero, 30 Kg di caffè, 120 confezioni di pecorino grattugiato, una confezione di formaggio “brigante” e tante bibite. Il tutto è nato circa un mese fa, quando gli operai del caseificio si sono recati alla torre. Già prendeva piede l'idea di fare qualcosa, ma il tutto si è concretizzato al ritorno, in assemblea. Così, in un crescendo di coinvolgimento si è aperta la gara di solidarietà, sobria ma concreta che è culminata nella splendida serata di domenica pomeriggio. “Rivendichiamo la nostra appartenenza alla classe lavoratrice”, ha detto Mele, prima di aprire il furgone messo gentilmente a disposizione da un fornitore di bibite, “perciò quello che stiamo facendo non è nulla di eccezionale, ma è una forma di solidarietà spontanea tra lavoratori che capiscono i problemi dei compagni in difficoltà”. I lavoratori Vinyls hanno accolto la delegazione thiesina tra gli abbracci e qualche lacrima ed è subito partito il passamano che dal furgone ha portato fin sulla torre i generi di prima necessità. Ma la solidarietà si è immediatamente trasferita tra gli stessi lavoratori della filiera del cloro in quanto, sostiene Tino Tellini, uno dei principali animatori della lotta, “noi della Vinyls siamo privilegiati rispetto ai nostri colleghi della cooperativa Eurocoop. Noi siamo in CIG mentre loro sono sette mesi che non vedono un becco di quattrino!”. Perciò, come già accaduto per la cassa di resistenza organizzata dalla locale Parrocchia di S. Gavino, la maggior parte del raccolto verrà girato ai lavoratori della cooperativa. Si prevedono altre forme di lotta, ma la torre sta diventando un luogo esperienza e maturazione politica anche per tanti giovani lavoratori. Nella bacheca tra i ritagli degli articoli di giornale, primeggia l'unico volantino politico, quello del partito sardo della Rifondazione comunista, con le sue rivendicazioni: coordinamento dal basso delle lotte, dalla Vinyls all'Alcoa, rispetto delle volontà della base da parte del sindacato, completa nazionalizzazione di Eni. Tra nuove forme di lotta previste e cene sociali che il circolo del Mejlogu metterà a breve in piedi per finanziarle...la lotta continua.
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