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Indignazione Rom

Altro che indignati, “Occupy l’assessorato”. Nelle tende stamattina mattina, erano rom, soprattutto minorenni, per necessità e con la voglia di alzare la testa. 23 nuclei familiari censiti, circa 80 persone, che da mesi si ritrovano a girare fra uno sgombero e l’altro. Sono il frutto avvelenato delle politiche di commissariamento della questione rom nella capitale, quella su cui Alemanno si era giocato e vinto la propria campagna elettorale. Deve a certi lugubri e fallimentari manifesti contro cui non si è costruita valida opposizione, la sua elezione a sindaco di Roma Hanno occupato i marciapiedi di fronte all’assessorato ai servizi sociali perché chiedono una soluzione abitativa stabile e decente senza la dispersione del nucleo familiare. A sentirne le storie c’è da restare carichi di raccapriccio e di indignazione: alcuni di loro sono quelli che avevano alzato la testa durante le giornate che precedettero la Pasqua del 2011 e occuparono la Basilica di S. Paolo, ottenendo, con l’intervento del cardinal vicario, una sistemazione per alcuni mesi in centri di accoglienza. Altri sono stati respinti dal centro di Via Salaria, struttura convenzionata con il Comune in cui è difficile entrare ma da cui è facile essere cacciati. In un elenco sono elencate le ragioni della cacciata: un problema di salute di uno dei componenti della famiglia, l’ improvviso viaggio in Romania di cui si è comunicato in maniera errata il termine, un incidente burocratico e, senza pietà alcuna si sono ritrovati in strada, a dormire dove capitava.  Schede con nome, cognome età, malattia denunciata o ragioni che hanno costretto la famiglia a spostarsi all’improvviso, contando erroneamente nella disponibilità dei centri di accoglienza a non essere gestiti da burocratici e ferrei rappresentanti di regolamenti. Con loro solo i soggetti che da sempre sono stati al fianco dei rom con una parola d’ordine chiara: basta con i campi, che vanno chiusi, basta con i piani emergenziali, che si restituisca alla politica un intervento specifico e che si ragioni in prospettiva per una adeguata soluzione abitativa. È Gianluca, dell’associazione Popica a raccontare l’evolversi della vicenda:«Quelli che erano in strada vengono o dal centro di Via Salaria o sono stati mandati nel centro Caritas di Via Torre Branca, dopo l’occupazione della Basilica. Sono finiti in strada perché non hanno rispettato i tempi di rientro, imposti ufficialmente alla Salaria e in maniera surrettizia nell’altro centro. Da luglio sono riaccampati – continua Gianluca – C’è chi in un mese ha subito 4 sgomberi e non sa più dove andare. Sono arrivati al punto che la sera montano le tende e all’alba le smontano, prima di vederle demolite.  A settembre abbiamo chiesto al responsabile del Quinto dipartimento di trovare una soluzione ma, come al solito venivano garantiti posti solo per donne e bambini. Poi ci hanno detto che li avrebbero ospitati in una nuova area sulla Salaria, rinviando in continuazione ogni sistemazione». L’iniziativa ha lasciato sorpresi i funzionari dell’assessorato. Dopo i giornalisti, gli esponenti di movimenti e forze politiche venute a manifestare il proprio sostegno,  è giunta la celere, ad impedire che la manifestazione crescesse o interrompesse il lavoro in assessorato. Sembrava non vi fossero margini di trattativa- chi poteva intervenire risultava irraggiungibile -  ma un passo avanti si è fatto. Mercoledì 23 novembre, a partire dalle ore 9 il responsabile del dipartimento incontrerà i rappresentanti di tutte le famiglie coinvolte, per alcune, innanzitutto quelle che hanno bambini a scuola, si potrebbe trovare una soluzione per altri difficile saperlo. La frase è sempre la stessa, “non ci sono posti, non ci sono soldi”. E pensare ai milioni spesi in politiche repressive inutili, xenofobe, atte solo a moltiplicare e a nascondere i problemi e non a risolverli. Il sindaco di una città di quasi 3 milioni di abitanti è impotente di fronte a poche decine di persone, nel contempo annuncia l’allargamento dell’ennesimo mega campo, in località La Barbuta, nei pressi delle piste dell’aeroporto di Ciampino. Un campo che molti vorrebbero boicottare in quanto risposta fallimentare ed emergenziale ad una questione strutturale. Per questo Popica e Arci invitano tutti e tutte coloro che mercoledì vorranno portare solidarietà alle famiglie rom, a venire sotto l’assessorato, in Viale Manzoni. Il Prc ha già aderito. Con i rom perennemente cacciati per cacciare un sindaco incapace e indegno.

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