GAP: ALTRO CHE INFLAZIONE? LA GENTE NON ARRIVA A FINE MESE!
Il “Fiorentini”, viene così chiamato, il “motore” dei GAP (gruppi di acquisto popolare). Lui è un toscano comunista come pochi, che prima vendeva polpi in Africa e dopo anni fuori dall'Italia ha deciso di ritirarsi su le maniche lavorando con Rifondazione e la pratiche del partito sociale. A Montespertoli, vicino Firenze ha fatto un GAP con le massaie, ed ogni sabato i prodotti alimentari finiscono. E' il popolo della crisi, che riempe le liste per l'acquisto collettivo. Il Fiorentini è in pensione ma sembra avere 20 anni di meno. Quando lo chiamiamo è in giro per le autostrade con il furgone per consegnare i prodotti a prezzi calmierati ai GAP: "Ho da fare!", ci dice, “non rompetemi i coglioni con le interviste”. Quando gli diciamo che l'inflazione è in aumento ci risponde tranciante: "Oggi il tema del caro vita sta diventando un problema secondario, ci sono famiglie che non riescono nemmeno a comperare i prodotti di prima necessità, altro che inflazione! Io vedo pensionate che vengono a prendere i prodotti con i centesimi avvolti nei fazzoletti, mi girano i coglioni da morire quando vedo queste cose e penso ai pensionati d'oro. Questa crisi noi l'abbiamo vista dall'inizio - continua Fiorentini - e non parte da oggi." Sono tre anni oramai che ogni sabato mattina i gap lavorano per favorire l'autorganizzazione. " Non facciamo la carità, quella la lasciamo alle parrocchie la nostra è solidarietà attiva - dice ancora Fiorentini - ha una funziona politica oltre che sociale. In Toscana I GAP li facciamo dentro le case del popolo, nelle sedi di partito, nei quartieri. Ad Arezzo e Viareggio abbiamo addirittura uno spaccio popolare, un dopo scuola popolare, e altre attività in un quartiere pieno di gente che non arriva a fine mese. E' ovunque così, la crisi morde forte anche al nord ci dice. Arrivo a portare prodotti fino a Omegna dove c'è un GAP, e ci siamo oramai organizzati come rete. A Lodi ad esempio abbiamo migliaia di famiglie, lo scorso anno abbiamo aperto altri GAP in Emilia Romagna. Noi inoltre cerchiamo di coinvolgere anche i produttori, abbiamo coinvolto una coperativa storica di pastori sardi dai quali prendiamo il pecorino. Diamo una mano anche a loro tagliando la filiera". E il governo Monti? "La gente all'inizio era fiduciosa, ora sono tutti incazzati come iene. Ancora in molti pensano che con i sacrifici si rimettono le cose a posto, ma nel giro di poco tempo questa tesi si sgonfia. Tutti hanno capito che questo è un governo delle banche, e noi dobbiamo continuare a spiegarlo. Nei quartieri ci siamo solo noi, gli altri fanno le interviste prima delle elezioni e poi scompaiono. Noi parliamo di politica stando in piazza ogni sabato mattina parlando con la gente che trova in noi un aiuto concreto. I prodotti che diamo sono di qualità e accessibili, insomma con noi si risparmia e si mangia bene. Non è facile però, occorrono militanti, soldi e organizzazione. La crisi però impone un salto di qualità, soprattutto per chi dice di essere comunista e prova anche a farlo".





