Mercoledì 17 Luglio 2019 - Ultimo aggiornamento 16:17
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"Protestiamo perché ci vogliono far credere che la povertà è normale". Intervista a Giuseppe De Marzo
Giuseppe De Marzo è il coordinatore nazionale della campagna "Miseria Ladra"

In questo autunno di movimenti sociali e proteste c'è anche spazio per dire una cosa importante a favore della dignità delle persone...

Il 17 è la giornata mondiale per l’eliminazione della povertà. Le Nazioni unite nel 1993, quando la vararono, scrissero che intendevano cancellarla del tutto. La nostra costituzione e la stessa carta dell’Onu parlano indicano la povertà come la più grande illegalità. Nella nostra costituzione viene delineata anche una precisa strategia volta a garantire la dignità della presona che fa leva sulla rimozione degli ostacoli economici.

Quali sono i numeri della povertà in Italia?

Da otto milioni a 10 milioni in povertà relativa con 516 euro e sei milioni in povertà assoluta. Nel nostro paese, dall’esplodere della crisi la povertà è raddoppiata. Siamo maglia nera in Europa. E non dobbiamo dimenticare che abbiamo un milione e 423mila minori indigenti. Siamo di fronte a cifre che in appena due anni sono raddoppiate. Siamo maglia nera in Eruopa anche per quanto riaguarda la dispersione scolastica, 17% contro 13%.

Quali sono gli esatti criteri di valutazione sulla povertà?

Si è poveri quando perdi lavoro e welfare. Sono elementi che mantengono la dignità umana. Senza dignità non c’è democrazia. E quando la democrazia è debole vengono fuori mafie e criminalità, che sono le vere vincitrici della crisi. Per questo il 17 saremo in piazza a Montecitorio non solo con Libera a e Gruppo Abele ma con tanti altri che su questi terreni combattono una battaglia quotidiana. L’idea di rimettere al centro la dignità della persona, ripropone la civiltà dei diritti e non la civiltà della compassione per chi è rimasto indietro. Dignità e civiltà come dice la nostra costituzione.

Quali proposte avete?

Abbiamo proposte molto concrete come il blocco sfatti e l’utilizzo dei beni confiscati, che in Italia sono più di undicimila. Occorre creare nuovo welfare perché i sindaci sono colpiti dalla legge di stabilità. Ci stiamo alleando con i sindaci sui territori perché la povertà bussa alle porte delle città. Oggi siamo felici di vedere come ci si rende conto in tanti della drammaticità della situazione. Le politiche di austerity fanno malissimo perché fa affluire le ricchezze verso l’alto sottraendole dal basso. Chiediamo inoltre 400 miliardi di investimenti europei su occupazione e sostenibilità a livello euroepeo come anche il reddito minimo. Solo l’Italia, la Grecia e la Bulgaria non hanno questa misura.

Cosa accadrà il 17 ottobre quindi?

Quel giorno dalle dieci alle diciotto saremo davanti a Montecitorio. Dalla Fish al Comitato 16 novembre, Libera e Gruppo Abele, solo per citarne alcuni. Ci sarà una specie di speak corner,e anche un bel gruppo di podisti che gireranno davanti al Parlamento per una corsa contro la povertà. Diciamo che quello che ci interessa è che siano presenti le principali realtà che si impegnano nei territori sui temi del welfare e della diffusione di una cultura contro le mafie. Quello che vogliamo ricordare ai parlamentari e alle istituzioni è che le Nazioni unite ci chiedono che cosa stiamo facendo per comabattere la povertà. Non gli si può rispondere con funambolismi o dicendo che stiamo intervenendo sull’Articolo 18.
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