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Confederalità e Comune Sociale: la proposta R@P alle reti di Solidarietà in sud Europa
Il 27 settembre scorso a Bruxelles, organizzata dal Gue, si è svolta la conferenza "reti di Solidarietà in sud Europa" per un confronto euromediterraneo sull’integrazione in reti nazionali delle pratiche di mutualismo e di resistenza sociale alla crisi. Erano presenti: la delegazione italiana (Centri Sociali, USB e R@P https://retereperlautorganizzazionepopolare.wordpress.com); la delegazione Greca (la rete Solidarity4all); la delegazione spagnola (la rete Red Solidaridad Popular RSP).
La delegazione R@P a Bruxelles Il contributo della R@P, elaborato nel seminario residenziale di fine agosto, ricapitola gli sviluppi del partito sociale e ne fa progredire l’attività che abbiamo svolto dal Congresso di Chianciano.
Senza quel lavoro e quelle intuizioni, non ci sarebbero state molte pratiche sulle quali si è costruita una generazione di militanti, non ci sarebbero state le Brigate di solidarietà attiva, Nardò, Arancia Metalmeccanica, GAP, case del popolo, comune sociale, ecc.
Abbiamo avuto difficoltà e fallimenti, cosa che succede quando ci si mette in gioco, ma li abbiamo superati. Il percorso del partito sociale del PRC è quindi positivo e ora, mediante la R@P, siamo in grado di aprirlo e allargarlo a tutte le pratiche sociali. Pratiche sociali di autorganizzazione, autoproduzione e mutualismo per i migranti, sindacati conflittuali che lavorano nel tentativo di confederare i lavoratori classici con il popolo dei quartieri metropolitani, occupazioni di case, gruppi di acquisto contro il
caro vita, pratiche di controllo popolare lavorano sullo stesso terreno da anni, e finalmente, negli ultimi tempi, comincia a formalizzarsi e strutturarsi stabilmente il
processo che queste soggettività sociali hanno costruito e sedimentato nel tempo.
Si tratta dunque di integrarne i saperi, le sperimentazioni, le diverse strutture, nello spazio sociale vuoto che la crisi del Capitale produce, lo spazio che chiamiamo “Comune Sociale”, riprendendoci le esperienze storiche comunarde: quelle del mutualismo/cooperativismo di fine ottocento, quelle del consigliarismo rivoluzionario del primo novecento, quelle dei consigli di fabbrica e territoriali degli anni 60 e 70.
Oggi è arrivato il momento di formalizzare una carta dei principi della confederalità sociale territoriale che sia in grado di connettere nuovi elementi di democrazia diretta e pratiche di mutualità ed autorganizzazione, autoproduzione contro i processi di sfruttamento che il comando capitalista oggi ci impone.
La delegazione italiana che, riunita il 26 sempre a Bruxelles, aveva discusso e condiviso la proposta R@P di tale carta della confederalità sociale e del Comune Sociale, ha
presentato questa proposta alle altre delegazioni e tutti ci rivedremo a Salonicco, a Napoli e poi … poi organizzeremo la rete europea. 
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