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"Medici per i diritti umani" consegnano a Minniti il dossier con le testimonianze sulle atrocità subite dai migranti in Libia. Amnesty denuncia l'elettoralismo in Friuli sulla pelle dei migranti
In questi giorni il team di Medici per i diritti umani (Medu) che opera agli sbarchi a Pozzallo ha consegnato direttamente nelle mani del ministro dell'Interno Minniti una lettera che riassume, attraverso alcune emblematiche testimonianze, le gravissime violazioni dei diritti umani che i migranti subiscono in Libia. Si tratta di alcune delle oltre 2.600 tragiche testimonianze dirette raccolte dai medici, dagli psicologi e dagli operatori di Medu negli ultimi tre anni".

"Nella stessa missiva - si legge in una nota di Medu - si chiede quali iniziative il governo italiano, l'Unione europea e la comunita'
internazionale intendano porre in atto con urgenza per fermare le gravissime violazioni dei diritti umani descritte e per porre fine ad uno dei capitoli piu' bui e atroci della storia recente".

Intanto, il direttore generale di Amnesty International Italia, Gianni Rufini, ha denunciato le politiche disumane poste in essere dalle autorità di Pordenone e Gorizia, dove decine di migranti e richiedenti asilo hanno trovato ripari di fortuna, accolti dalla solidarietà di tante singole persone e associazioni ma al contempo oggetto di misure dissuasive da parte delle istituzioni locali.

“In questi giorni abbiamo letto e ascoltato frasi di sindaci e assessori secondo cui un’accoglienza degna e rispettosa dei diritti umani costituirebbe un fattore di attrazione per altri migranti e richiedenti asilo. Da qui le misure di deterrenza: niente servizi igienici, niente dormitori e costanti minacce di sgombero”, ha dichiarato Rufini.

“Queste politiche disumane e di sapore elettoralistico non faranno altro che costringere persone in condizioni di grave vulnerabilità a cercare riparo nella città accanto. Siamo accanto a chi in questi giorni, a Pordenone come a Gorizia e altrove, sta dalla parte dell’accoglienza e dei diritti umani”.

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