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Turchia, Amnesty chiede il rilascio immediato dell’avvocato Taner Kilic
ROMA – Amnesty International chiede il rilascio immediato e incondizionato di Taner Kiliç , l’avvocato arrestato all'alba del 6 giugno a Smirne insieme a 22 colleghi per il sospetto di avere legami col movimento di Fethullah Gülen, il 9 giugno è stato incriminato per appartenenza alla "Organizzazione terroristica Fethullah Gülen" e posto in detenzione in attesa del processo. Kilic, oltre a essere presidente di Amnesty Turchia, aveva recentemente assunto la difesa del giornalista Gabriele del Grande, arrestato e detenuto in Turchia lo scorso aprile.

box "Taner Kiliç è un difensore dei diritti umani appassionato e di sani principi - dichiara Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International - L'accusa rivolta contro di lui è completamente priva di merito e mostra unicamente quanto profonda e frenetica sia diventata la caccia del governo turco ai suoi presunti nemici e critici. Taner Kiliç dev'essere rilasciato immediatamente e l'accusa nei suoi confronti dev'essere annullata – aggiunge - L'arresto di Taner non è solo un atto di disprezzo per i diritti umani. Il suo obiettivo è prendere di mira tutti i difensori dei diritti umani. Chiediamo a chi, in Turchia e nel mondo intero, ha a cuore i diritti umani di prendere la parola in favore di un uomo coraggioso che ha dedicato la sua vita intera, e ora sta sacrificando la sua libertà, per i diritti umani. "Amnesty International s'impegnerà senza sosta per il rilascio di Taner Kiliç e continuerà a svolgere con piena determinazione le sue attività in e sulla Turchia", conclude Shetty.

L'arresto di Taner Kiliç ha suscitato ampia condanna a livello internazionale, tra l'altro da parte del dipartimento di Stato Usa, dell'Unione europea, del Commissario ai diritti umani della Germania, del ministro degli Affari esteri della Danimarca e di organizzazioni nazionali e internazionali per i diritti umani. Oltre a Taner Kiliç, al termine delle udienze del 9 giugno, otto dei 23 avvocati arrestati il 6 giugno a Smirne sono stati posti in detenzione preventiva, uno è stato rilasciato su cauzione, sette attendono la decisione del giudice e altri sei continuano a essere sottoposti a fermo di polizia.

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