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Salvini prepara la deportazione dei migranti di Riace. Prc: "Bisogna fermare Salvini e il razzismo di governo"
Dopo l'arresto del sindaco Domenico Lucano, il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno, con una nota del 9 ottobre scorso, ha deciso il trasferimento dei migranti ancora ospiti nello Sprar gestito dal Comune di Riace. 

Tutti i migranti entro 60 giorni saranno trasferiti. Non si sa dove. Magari in mezzo alla strada. Il comune non ha intenzione di piegarsi e già prepara il ricorso al Tar che potrebbe sospendere la delibera. Mimmo Lucano è demoralizzato, ma non si arrende: "Vogliono solo distruggerci. C'è in atto un vero e proprio tiro incrociato nei nostri confronti".

"Bisogna fermare Salvini e il razzismo di governo. Sarò a Riace per rinnovare la solidarietà di Rifondazione Comunista a Mimmo Lucano - si legge in una nota di  La circolare del ministero dell'Interno che cancellerebbe di fatto l'esperienza virtuosa di Riace è una vergognosa rappresaglia contro Mimmo Lucano e i principi che rappresenta. Salvini e i M5S danno un messaggio chiaro: vogliono la segregazione razziale e il business sui migranti, invece che esempi di integrazione e solidarietà che funzionano e creano anche risorse per le comunità locali, come appunto è accaduto a Riace. Siamo e continueremo ad essere dalla parte dei Comuni solidali: più Riace, meno Lodi. Mobilitiamoci in tutta Italia per difendere Riace e i principi della nostra Costituzione".

Solidarietà anche da FLC CGIL, il sindacato della scuola della Cgil, che in una nota sottolinea il valore pedagogico del "modello Riace" "raccontato da Mimmo Lucano nei tanti incontri nelle scuole italiane". "Nei suoi discorsi il sindaco ha sempre richiamato il suo voler essere coerente con la Costituzione - continua la nota - che all'articolo 10 dice :"Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica". E così Mimmo Lucano ha cercato di fare, anche se alcuni suoi atti potrebbero sembrare trasgressivi o frutto di "disobbedienza civile". Ma talvolta, come insegna don Lorenzo Milani, "l'obbedienza non è più virtù". Don Milani lottò, da sacerdote, a favore degli obiettori di coscienza alla leva militare, scrivendo ai giudici una lettera rimasta pietra miliare nella storia della nonviolenza mondiale", conclude la Flc-Cgil. 
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