Domenica 16 Dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento 10:41
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"Salvini e Di Maio non sono avversi all'austerità. E i richiami di Bruxelles per loro sono autentici spot pubblicitari. Ecco perché". Il Domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti
I richiami di Bruxelles sono un autentico spot pubblicitario per Salvini e Di Maio che appaiono per quelli che poi non sono: avversari di Maastricht e dell'austerità, soprattutto la Lega che certe misure lacrime e sangue, in Parlamento, le ha già sostenute.

Intanto, per la manovra economica servono altri 5 miliardi oltre ai 9-10 di coperture previste. La manovra si attesta cosi' tra i 36 e i 40 miliardi stando all' aggiornamento del Def che rinvia al 2021 il pareggio di Bilancio. Attenzione: il pareggio di bilancio, ormai in Costituzione, resta un obiettivo da perseguire per il Governo, è solo rinviato e non rimosso dall'agenda politica.
Ma Bruxelles non si accontenta delle dichiarazioni del Ministro Tria che solo due giorni fa scriveva all'Ue rassicurandola, o almeno provandoci, sulla crescita economica italiana nei prossimi anni, sulla riduzione della pressione fiscale alle imprese con misure economiche positive per i consumi e la ripresa derivanti dalla manovra economica autunnale.
Rassicurazioni non accolte da Bruxelles che giudica dannosa (per l'Ue e le politiche di contenimento del debito) la decisione «di rivedere il deficit» cambiando quel «percorso di convergenza già annunciato» frutto dell'intesa tra Ue e Partito democratico.

Arriva quindi il primo monito Ue al Governo dopo la pubblicazione della Nota di aggiornamento del Documento economico e finanziario.

Ma cosa si nasconde dietro a questa lettera di richiamo? Intanto l'avvesione per l'anticipo dell'età pensionabile, anche di pochi mesi, in un continente nel quale da 15 anni si approvano controriforme che aumentano l'età lavorativa diminuendo i costi del welfare e delle pensioni . Bruxelles non entra, astutamente, nel merito della manovra contenuta, formalmente non vuole influenzare le decisioni di un paese a cui ricorda che la sovranità non esiste se non dentro i parametri di spesa decisi dall'UE, quindi non in linea con le previsioni del deficit al 2,4%.

Gli accordi fatti con il Pd erano ben diversi, sappiamo che le loro manovre economiche erano solo all'insegna del contenimento del debito e dell'austerità. Ma nel frattempo il Pd ha perso le elezioni e se tornassimo al voto già domani le opposizioni avrebbero meno voti del Marzo scorso mentre i sondaggi parlano di consensi in crescita per i partiti al Governo . Il consenso quindi non manca al Governo Conte, quello che non vediamo è invece la chiarezza sulla manovra economica , infatti da una parte si sostiene il reddito minimo e lo sforamento dei tetti di spesa ma dall'altra si studia una manovra fiscale che farà la fortuna dei grandi capitali e riserverà sorprese amare e costi aggiuntivi nei prossimi anni oltre ad accentuare le disuguaglianze sociali. Il problema del Giano Bifronte è di presentarsi con gli argomenti giusti nelle sedi opportune guadagnando tempo e voti.

La " seria preoccupazione" di Bruxelles è legata all'innalzamento del debito ma anche alla revisione della Fornero , ormai non si parla piu' al Governo di statalizzazioni e ripubblicizzazioni, questi sì argomenti che rappresenterebbero una minaccia all'Ue dei banchieri. La lettera della Ue è solo il primo segnale lanciato all'Italia perchè la manovra economica sia ritoccata in alcuni punti e possa ricevere il nulla osta dalla Commissione europea a metà del mese.

E nel frattempo regna la confusione anche sulle misure economiche da intraprendere .

Prendiamo due soli esempi partendo dal reddito

6,5 milioni di potenziali beneficiari tra disoccupati, lavoratori e pensionati poveri stando ai redditi e al patrimonio, poveri che percepiscono meno di 9.360 euro annui (se single) con pensioni e sussidi non inferiori ai 780 euro mensili ( sempre nel caso di single), una cifra destinata ad aumentare in base al numero dei componenti del nucleo familiare.

Fin qui tutto chiaro, si tratta di capire dove prendere i soldi per la copertura economica della manovra ma esistono problemi rilevanti come l'utilizzo di questi soldi e i vincoli che saranno imposti ai beneficiari. E poi le misure intraprese per i Centri per l’impiego che sono ben pochi rispetto alle reali necessità rinviando la distribuzione dei soldi alle Regioni che presentano regolamenti gestionali difformi e per questo incapaci di ristrutturare i centri stessi per renderli realmente funzionali a reperire un lavoro per il quale servirebbe anche una iniziativa pubblica (per esempio se continuiamo a gestire i servizi con gli appalti e i global service difficilmente i centri per l'impiego torneranno ad avere una funzioni realmente attiva anche in materia di formazione e indirizzo)

Il diritto al reddito sarà vincolato alla partecipazione a percorsi formativi presso un centro per l’impiego e non sarà possibile rifiutare piu' di due proposte di lavoro pena la perdita del sussidio. Ma se queste proposte di lavoro non dovessero arrivare, sarà forse mantenuto il reddito? Domande dirimenti alle quali si continua a non rispondere perchè non si è ancora spiegata la natura di questo reddito e la sua finalità effettiva. Indecisione per altro alimentata da prospettive e culture diverse in seno al Governo, anzi per dirla tutta da interessi spesso antitetici.

Il reddito avrà sicuramente una durata limitata nel tempo visto che già nel 2021 bisognerà ridurre il deficit, ma nel frattempo i poveri saranno scomparsi? E perfino sulla durata del reddito regna la confusione, per la Lega dovrebbe durare al massimo un anno e mezzo, per i Grillini tre.

Chi poi andrà a certificare le modalità di spesa di questo reddito integrativo? Sicuramente il reddito è destinato ad acquisti di beni di prima necessità (ma il paniere dei beni acquistabili è quello dell'Istat? Anche su questo punto non c'è certezza alcuna ), basterà una card per selezionare i consumi?E quale ruolo avranno le Banche nella gestione del reddito?

Chiudiamo sulle pensioni, giorno dopo giorno gli scenari diventano sempre piu' confusi alimentando false speranze.
Intanto si capisce che il requisito contributivo per andare in pensione a precindere dall'età anagrafica non sarà abbassato a 41 anni , bene che vada si rinvia lo scatto dell'aumento di 5 mesi dell'età pensionabile che dovrebbe scattare nel Gennaio 2019. Ma il congelamento dei 5 mesi è avvolto nel mistero, tutto dipenderà dalle risorse disponibili

Ad oggi l'unica certezza è legata alle pensioni di anzianità 2019 che avranno la famosa “quota 100” con 62 anni minimi di età e 38 di contributi. Il Governo non ha fatto dei conti precisi sui pensionamenti anticipati con la quota 100, non è la stessa cosa parlare di 300 mila o 400 mila e soprattutto nulla si dice su cosa avverrà nei prossimi anni . Su un punto hanno comunque trovato accordo: non abbassare il requisito minimo dei contributi a prescindere dall'età e cosi' l'impianto della Fornero non viene messo in discussione.

Il reddito e le pensioni hanno un elemento comune: non si cambiano le carte in tavola, verranno assunte decisioni per il 2019\20 ma nel 2021 gli scenari potrebbero cambiare radicalmente in base all'andamento delle Borse e dell'economia europea. Non siamo in presenza di un cambiamento di rotta in materia di spesa pubblica e di politiche economiche, i "nemici" dell'Europa dei banchieri con quell'Europa vogliono scendere a patti, due anni di ossigeno da spendere per le prossime tornate elettorali e poi di nuovo in riga per le politiche di austerità. Il tempo è galantuomo, capiremo gli scenari prossimi venturi già da come declineranno la quota 100 e il reddito, nel frattempo è opportuno fare chiarezza in seno al popolo

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