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Il Tribunale di Palermo riconosce il diritto al reingresso ad un bimbo di una coppia ivoriana nato in Italia
Il Tribunale di Palermo ha stabilito il diritto al reingresso immediato in Italia di un bambino di due anni, trattenuto in Costa d'Avorio lontano dai genitori dopo il ricorso presentato da questi ultimi.

La vicenda riguarda una coppia regolarmente residente da molti anni a Palermo e il figlio, di appena due anni, nato in Italia. La madre aveva deciso di spostarsi in Germania con il figlio per cercare lavoro ma, dopo un primo periodo, era stata espulsa (incredibilmente e illegittimamente) dalle autorità tedesche in Costa D'Avorio, sebbene avesse il permesso di soggiorno per motivi familiari e il marito fosse regolarmente residente a Palermo.

All'arrivo in Costa D'Avorio la madre aveva deciso di fare rientro in Italia e l'Ambasciata glielo aveva consentito, stante il possesso del permesso di soggiorno, ma aveva negato il diritto di ingresso al figlio minore. Agendo come se il piccolo (nato in Italia) non fosse mai stato nel nostro Paese, l’Ambasciata aveva chiesto di seguire la più onerosa procedura del ricongiungimento familiare, peraltro non percorribile dalla coppia per motivi di reddito.

Nonostante le ripetute richieste avanzate all’Ambasciata e considerata la tenera età del minore e le sue precarie condizioni di salute (che richiedono cure mediche che in Costa d’Avorio non possono essere garantite), nessun riscontro si era avuto. Per questo la coppia ha adito il Tribunale di Palermo al fine di ottenere in via immediata e urgente, ex art.700 cod. proc. civ., un provvedimento che consentisse ed autorizzasse il reingresso immediato in Italia del neonato (ordinanza del 17/07/2018).
"Il Tribunale, valutando la sostanziale inerzia delle Amministrazioni, la tenerissima età e la fragilità del minore, come attestato da certificazione medica prodotta, e considerato che i genitori hanno presentato regolare richiesta del rinnovo del titolo di soggiorno  - scrive Progetto diritti in una nota - ha accolto totalmente le richieste della coppia, ordinando all’Ambasciata d’Italia in Costa D’Avorio di rilasciare l’autorizzazione di ingresso in Italia del bambino".
La coppia è stata difesa dall'avvocato Gaetano Mario Pasqualino.

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