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Migranti, De Magistris apre il porto di Napoli alla Sea Watch: "Sarò il primo a guidare le operazioni di salvataggio". Orlando: "Non arretro". Prc: "Altri sindaci seguano il suo esempio"
"Mi auguro che questa barca si avvicini al porto di Napoli perché contrariamente a quello che dice il Governo noi metteremo in campo un'azione di salvataggio e la faremo entrare in porto. Sarò il primo a guidare le azioni di salvataggio". Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a Radio Crc, parlando della vicenda della Sea Watch, la nave che da giorni è nelle acque del Mediterraneo con 32 migranti a bordo.
Lo scontro dei sindaci del Pd con Salvini sul tema dei migranti, quindi, si amplia. Anche un sindaco non-Pd, De Magistris, si aggiunge al fronte di opposizione alle norme che di fatto impediscono l'entrata dei migranti in Italia. 
"Non arretro, non c'è motivo di arretrare, io ho assunto una posizione che non è né di protesta, né di disubbidienza, né di obiezione di coscienza. Ho assolto alle mie funzioni istituzionali di sindaco, l'ho fatto in modo formale il 21 dicembre, senza fare alcun comunicato". replica il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, tornato a parlare della sua decisione di non applicare il decreto Sicurezza su Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", la notte scorsa.

"C'è una parte di competenza comunale - ha proseguito Orlando - nella quale il decreto manifesta il suo volto disumano e criminogeno perché stiamo parlando di quella parte del provvedimento che rende concretamente illegittimi coloro che sono legittimi. Siamo in presenza di un provvedimento che rende coloro che hanno un regolare permesso di soggiorno ad essere dall'oggi al domani senza diritti. Tutto questo è in palese violazione dei diritti costituzionali. È dovere di un sindaco - secondo Orlando - non scaricare sui dipendenti comunali la responsabilità, per questo ho disposto per iscritto di sospendere l'attuazione di questo decreto, perché siamo in presenza di una violazione di diritti umani che non sono poi risarcibili".

Il decreto, ha sostenuto Orlando, "è un attentato alla sicurezza del nostro Paese. La reazione di Salvini conferma il degrado della cultura politica del nostro Paese. Considero la posizione di Salvini e questo provvedimento un insulto agli italiani e alla Costituzione. Io ero docente di Diritto Costituzionale all'Universita', so di cosa parlo e so a cosa vado incontro. L'anima di Palermo è un'anima accogliente, questa città vive in una condizione di sicurezza proprio perché accogliendo facciamo sentire a casa propria tutti i cittadini. Il mio è un contributo alla sicurezza, in un Paese democratico la sicurezza si garantisce attraverso la garanzia dei diritti di tutti e non soltanto degli amici, dei componenti di un clan o di un gruppo. Ho trasmesso ai sindaci che me l'hanno chiesto una copia del provvedimento formale che abbiamo preso. Nessuno dica che siamo un modello o un esempio, noi soltanto la concreta dimostrazione che è possibile davanti a un comportamento eversivo dell'attuale Governo rispettare la Costituzione".

"Bene ha fatto il sindaco Luigi De Magistris a dire che la Sea Watch può attraccare a Napoli - dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea - . Speriamo che l'odissea di queste persone finisca al più presto: non è tollerabile che i governi si rimpallino la responsabilità per poche decine di persone - 32, di cui tre bambini piccoli - che sono in balia del mare, oggi in tempesta, dal 22 dicembre. C'è da sperare che altri sindaci obbedienti alle leggi del mare accolgano la Sea Eye che ha salvato 17 migranti da morte certa. Non è nemmeno tollerabile un ministro degli Interni che attacca e minaccia di continuo i sindaci che giustamente si oppongono alle sue non solo razziste e in contrasto con il dettato costituzionale. Salvini e i 5 stelle sono disumani. Che l'inquilino del Viminale renda conto dei 49 milioni di euro sottratti alla collettività dal suo partito e lasci vivere 49 (32+17) profughi che cercano solo salvezza".

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