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Migrante morta in capannone, il parroco: "Morte annunciata"
"Una morte annunciata": così don Pasquale Giordano, parroco a Bernalda e responsabile Caritas interparrocchiale definisce, in una intervista a Radio Vaticana Italia, la morte della giovane migrante in Basilicata dopo l'incendio di un capannone. L'area era degradata e "il Demanio che avrebbe potuto rendere più umana, magari impiantando una pompa d'acqua, la vivibilità di quella zona" non è intervenuto. La comunità ecclesiale, che cerca di aiutare queste persone, "si è attivata per sensibilizzare le istituzioni ma - prosegue don Pasquale - abbiamo trovato indisponibilità dovuta al fatto che le norme attualmente vigenti puntano molto sul favoreggiamento dell'immigrazione clandestina" e quindi, è la conclusione del sacerdote, "ogni azione che si sarebbe potuta compiere per rendere più vivibile quell'area è stata bloccata per la paura di incorrere nella violazione della legge". Quella della giovane nigeriana, è la conclusione di don Pasquale, "era una morte annunciata".
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