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Emergenza Coronavirus, in Emilia romagna riscritte le regole delle attività del volontariato
L'emergenza coronavirus riscrive anche le regole delle attività di volontariato. Secondo le nuove linee guida diffuse dalla Regione Emilia-Romagna restano ammessi i servizi essenziali, come consegna di generi alimentari o assistenza telefonica alle persone vulnerabili, ma non quelle che comportano un accompagnamento sociale, a meno che non siano legate al contrasto dell'epidemia e con l'adozione di tutte le misure di sicurezza previste.
Il documento nasce da un confronto con le realtà del Terzo settore e l'Anci e individua nei Comuni "il punto essenziale di coordinamento delle attività di volontariato, indicando i bisogni e le priorità di intervento", mentre "i Centri Servizi contribuiscono alla ricerca e formazione di nuovi volontari" e il Terzo settore "potrà fare segnalazioni sui bisogni e particolari fragilità ai Servizi sociali".
In particolare restano ammesse le attività collegate all'erogazione di servizi pubblici essenziali, come "la consegna a domicilio di generi alimentari, medicinali e altri beni di prima necessità". È consentito il funzionamento degli Empori solidali, ma sono sospesi i servizi ausiliari come sportelli di ascolto e consulenza. Restano attivi anche "gli interventi di bassa soglia rivolti a categorie vulnerabili quali persone senza fissa dimora (distribuzione pasti, mense, beni prima necessità, supporto nelle strutture di accoglienza), il contatto e monitoraggio telefonico delle persone vulnerabili e a rischio di isolamento". L'accompagnamento sociale, però, "può essere svolto esclusivamente per situazioni non differibili". Dunque, "le attività di consegna spesa e altri beni dovrà avvenire con una modalità che escluda il contatto diretto e assicuri il mantenimento della distanza di sicurezza, preferibilmente prevedendo il deposito fuori dalla porta o in altro luogo concordato, previo accordo telefonico con il destinatario".
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