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Migranti, in migliaia a Berlino per chiedere all'Europa una politica di maggiore accoglienza dopo gli incendi della Grecia. Intanto, quinto fermo amministrativo per la Sea-Watch. La protesta di Msf
Migliaia di persone hanno manifestato a Berlino e in altre città tedesche, per esortare l'Unione europea ad accogliere i migranti rimasti senza rifugio dopo che un incendio ha distrutto il loro più grande campo in Grecia. I manifestanti, con la mascherina sul viso, hanno esposto striscioni con la scritta "non lasciamo nessuno indietro". Con loro nella capitale tedesca anche la zia di Alan Kurdi, il bambino siriano annegato nel 2015 e la cui immagine è diventata un simbolo della crisi dei rifugiati.

Intanto, nel Mediterraneo, anche la nave Sea-Watch 4 è stata sottoposta a fermo amministrativo. La quinta volta in cinque mesi. 
"Ancora una volta, un uso strumentale del diritto marittimo - scrive Msf - nasconde la decisione politica di impedire alle navi umanitarie di salvare vite in mare. Una decisione che avrà conseguenze devastanti per chi in mare avrà bisogno di assistenza e porterà inevitabilmente a un maggior numero di vittime". La Ong chiede "urgentmenete il rilascio della Sea-Watch, affinché possa riprendere le attività di ricerca e soccorso salvavita nel Mediterraneo centrale e che finiscano gli attacchi contro le organizzazioni che cercano di fornire assistenza a persone disperate".

"Mentre assistiamo i nostri pazienti a bordo, è devastante sapere che i governi europei stanno facendo tutto quello che possono per impedire alle persone di ricevere assistenza e cure salvavita", dice Barbara Deck, coordinatrice medica di Msf a bordo. "Il fermo di Sea-Watch 4 suggerisce che - prosegue Msf - il Patto europeo sulla migrazione, il cui lancio è previsto per il 23 settembre, confermerà, dal Mediterraneo al campo di Moria in Grecia, le politiche europee che trattengono, respingono e abbandonano sistematicamente le persone".

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