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Cesare Battisti inizia lo sciopero della fame dal carcere di Oristano
Cesare Battisti, arrestato in Bolivia nel gennaio 2019 dopo 37 anni di latitanza e poi estradato, ha deciso di ricorrere allo sciopero della fame totale e al rifiuto della terapia per le malattie di cui soffre. La protesta è stata annunciata con una lettera al suo legale dal carcere di Oristano dove è rinchiuso in regime di alta sicurezza. La protesta è contro la sua condizione carceraria. Battisti, condannato all'ergastolo per 4 omicidi, da oltre 1 anno e mezzo, come spiega l'avvocato Davide Steccanella, è in isolamento nel penitenziario in Sardegna in modo "del tutto illegittimo", perché "la pena dell'isolamento diurno a suo tempo inflitta era di sei mesi" e quindi "è stata scontata a giugno 2019". Anche nei suoi confronti, ha scritto il difensore in un'istanza più volte reiterata, va garantito il rispetto dei "minimali diritti umani" affinché la "legittima esecuzione di una pena non assuma i contorni di un vendicativo seppellimento tardivo di un individuo quarant'anni dopo i fatti commessi". Per questo il legale ha chiesto tra maggio e giugno al Dipartimento amministrazione penitenziaria di 'declassificarlo', ossia che non stia più in regime 'AS2' previsto per chi è stato condannato per reati legati alla banda armata e in isolamento e che venga trasferito da Oristano al carcere milanese di Opera o in quello romano di Rebibbia.
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