Domenica 29 Marzo 2020 - Ultimo aggiornamento 14:36
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Germania, la banchiera Robin Hood condannata a 22 mesi con la condizionale

24/11/2009 17:28 | WELFARE - INTERNAZIONALE | Fonte: unita
altNella vita direttrice di banca in un piccolo centro alle porte di Bonn, in arte Robin Hood. Prendeva dai conti dei ricchi per dare ai poveri, approfittando del suo ruolo dirigenziale in una filiale della Vr Bank. Una storia durata cinque anni. Per questo è stata condannata da un tribunale tedesco a 22 mesi con la condizionale.

Dal dicembre 2003 al febbraio 2005 la 62enne Erika B. ha segretamente trasferito da conti correnti "pesanti", ossia di persone ad alto reddito, a conti "leggeri" ben 7,6 milioni di euro. L'obiettivo della transazioni, 117 in tutto, era evitare la chiusura di alcuni conti in rosso: non appena i clienti "poveri" diventavano nuovamente solventi, ritrasferiva il denaro sui conti "tassati". Una forma di prestito per i meno abbienti che non potevano far  quadrare i conti.

Alla fine però, 1,1 milioni sono risultati mancanti. Quel che è certo - scrive oggi la Bild - è che la Robin Hood tedesca non ha mai intascato un euro per se e adesso ha perso tutto: licenziata in tronco, vive con i 1000 euro al mese della pensione minima, non possiede più immobili né assicurazioni sulla vita.

  Erika B. ha spiegato di avere aperto linee di credito anche per clienti meno abbienti, con il risultato di avere tanti conti correnti in rosso. Per non attirare l'attenzione, quando si avvicinava una ispezione, trasferiva somme importanti dai libretti di risparmio di clienti benestanti a quelli dei più poveri. Passato il controllo, restituiva le somme trasferite ai legittimi proprietari. Questo però non sempre era possibile in quanto alcuni clienti dai conti in rosso profondo, riuscivano a spendere i soldi prima ancora che lei riuscisse a riprenderli.

Alla fine, il danno arrecato alla banca da Erika B. è stato di 1,1 milioni di euro.  Alla giudice che le chiedeva perchè lo ha fatto, non ha saputo dare nessuna spiegazione per il suo gesto. «Forse, senza rendermene conto, ero caduta in preda di una mania di aiutare» ha detto Erika, che oggi afferma di essere pentita. Il tribunale ha avuto difficoltà a condannarla. «Da una parte ha arrecato un grave danno finanziario - ha spiegato la giudice - dall'altra va notato che il suo è stato un comportamento senza fini di
utile personale, quindi abbiamo affrontato un caso radicalmente diverso dai soliti».

Dopo essere stata scoperta, la direttrice di banca dal cuore d'oro è stata licenziata in tronco, e per far fronte al debito ha dovuto vendere la casa, le polizze di assicurazione, quasi ogni bene. Insomma si è ritrovata sul lastrico, ed ora vive con una pensione di mille euro.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi