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È discriminazione anche quando si taglia!
Sta succedendo persino a Bolzano, Provincia Autonoma proverbialmente ricca di risorse, che ha deciso di tagliare i fondi sul personale e le supplenze, nell'ambito dei cosiddetti "laboratori protetti", ove sono inserite numerose persone con disabilità medio-grave. Ma con quale coraggio si possono chiedere sacrifici a persone con disabilità medio-grave che già godono di poca assistenza e mancano di un vero Piano Individualizzato o di una figura specialistica? Qui si va verso un'estenuante contrattazione quotidiana per rivendicare i diritti negati...


Ebbene sì, anche Bolzano, vista da fuori come una Provincia Autonoma ricca di risorse, ha deciso di tagliare nel settore dell'handicap.
Bolzano - dove i nostri politici sono dei privilegiati per quanto riguarda il loro compenso rispetto ai colleghi di altre Province - in questo momento di crisi generale taglia poco sugli sprechi e fa grandi investimenti dei quali beneficia ovviamente quella parte di cittadini già piena di risorse.
Però... però si è pensato bene di non garantire più la giusta assistenza alle persone con disabilità medio-grave inserite nei cosiddetti "laboratori protetti", tagliando sul personale e sulle supplenze in caso di malattia, congedi vari o ferie. Pertanto, all'utenza di quelle strutture non saranno più garantite quelle poche attività programmate (come la musicoterapia e altro).
Qui si continuano a chiedere sacrifici e va bene, ma con quale coraggio li si può chiedere a Cittadini già provati per la loro situazione? Quali sacrifici può fare una persona con disabilità medio-grave nel suo laboratorio protetto, già con poca assistenza, senza un vero Piano Individualizzato, senza una figura specialistica? (I famosi servizi integrati socio-sanitari...).
Qui si va verso un'estenuante contrattazione quotidiana per rivendicare i diritti negati e in tal modo quei laboratori protetti sono destinati a diventare semplicemente dell "strutture-parcheggio"!
Eppure esiste una legge nazionale contro la discriminazione, la 67 del 2006, che molti non conoscono ancora e che è tuttora poco applicata. La stessa sancisce che «è discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone» (articolo 2, comma 2) o quando viene violata la loro dignità (comma 4).
Non dimentichiamo, quindi, che è discriminazione anche quando manca una copertura finanziaria specifica!

*Blogger. Ideatrice e coordinatrice del blog "Confrontandoci...".
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