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Finanziaria, Anoss: "Tagli al sociale per 117 milioni nel 2010"

"Impatto dirompente sulle politiche sociali dei comuni": l'accusa degli operatori sociali. "Decisioni governative in controtendenza rispetto alle necessità del paese". Dubbi sul "fondo federalista" di 300 milioni

ROMA - Dopo il taglio di oltre mezzo miliardo di euro nelle Finanziaria del 2009, anche la nuova misura finanziaria prevede il taglio ai fondi per il sociale: "nel 2010 le risorse statali che verranno erogate alle regioni - e attraverso queste ai comuni - diminuiranno di 117 milioni di euro". E la cifra potrebbero salire a 417 se il nuovo fondo ‘federalista' (istituito dall'art. 9 bis del D.L. 78/2009), di 300 milioni di euro "non dovesse avere la destinazione prevista". È l'accusa dell'Associazione nazionale operatori sociali e sociosanitari che traccia un bilancio dei tagli: "Si tratta di decisioni governative che vanno in controtendenza rispetto alle necessità attuali del paese".

"La Finanziaria del 2010 non prevede più alcun finanziamento (nel 2009 erano 100 milioni di euro) per  il Piano straordinario servizi socio-educativi per la prima infanzia che è stato decisivo per sviluppare l'offerta di asili nido in Italia. - scrive il presidente Franco Pesaresi - Dopo un gran parlare di politiche per aiutare le famiglie si interviene negativamente su uno dei pochi fondi in grado di intervenire efficacemente nel supporto delle famiglie dove entrambi i genitori lavorano". Colpito anche il Fondo nazionale per le politiche sociali, ridotto progressivamente,  nella parte destinata alle regioni, fino ad arrivare ai 171 milioni del 2010. In questo caso il taglio, spiega l'Annoss è di  "299 milioni; due terzi dell'intero finanziamento". Questo taglio secondo l'Anoff, potrebbe essere compensato dal fondo "federalista" di quasi pari importo (D.L. 78/2009), ma "il condizionale è d'obbligo  perché la norma è nuovissima e la sua formulazione lascia ancora insoluti diversi dubbi".

"Tocca il minimo storico" il Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in affitto: con una riduzione di 18 milioni di euro, si ferma a 144 milioni euro (nel 2000 era di 362 milioni di euro).  "Con queste risorse gli enti locali aiutano i nuclei familiari più poveri a pagare il canone di locazione. La costante riduzione del finanziamento non fa che rendere ancora più pesante una situazione che vede, soprattutto delle aree metropolitane, il numero delle domande di contributo in costante aumento nel tempo e, parallelamente, la costante diminuzione del grado di copertura del contributo erogato", sottolineano gli operatori. L'impatto dei tagli sarà "dirompente sulle politiche sociali dei comuni", denuncia l'Anoff. Il risultato "sarà una riduzione dei servizi sociali ed un aumento delle quote di partecipazione alla spesa a carico dell'utente". "Nel momento in cui servirebbero più risorse da dedicare al settore sociale - conclude il presidente - per compensare una grave crisi economica queste risorse vengono ridotte e contribuiscono ad acuire gli effetti della crisi sulle famiglie italiane più fragili".

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