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MARCHE, DISABILE LICENZIATO - INTERROGAZIONE BUCCIARELLI (FDS): LA MAGISTRATURA FACCIA GIUSTIZIA
Il caso del lavoratore invalido al 75% licenziato a giugno dalla Hydropro Caterpillar è approdato oggi nell'Assemblea legislativa delle Marche con un'interrogazione di Raffaele Bucciarelli (Federazione della Sinistra) a cui ha risposto l'assessore al lavoro Marco Luchetti. Il provvedimento dell'azienda - ha osservato l'assessore - «è veramente difficile da condividere perchè colpisce un soggetto svantaggiato in una fase economica e occupazionale di crisi profonda». Luchetti ha riepilogato la vicenda, oggetto anche di vari incontri con il sindaco di Jesi. Secondo l'impresa la decisione è stata presa dopo avere verificato - ha spiegato - «l'assoluta impossibilità di adibire il lavoratore a mansioni e ruoli o settori compatibili con la sua condizione di salute e il suo stato di salute». La stessa azienda ha rivendicato di avere «sempre ottemperato nei dieci anni in cui il lavoratore è stato alle sue dipendenze all'obbligo di reperirgli una posizione lavorativa di volta in volta compatibile con il suo stato di salute e la sua professionalità». Ma ad ogni assegnazione, «seguiva poco dopo certificazione medica che ne attestava l'inidoneità a svolgere le mansioni». L'ultimo incarico assegnato risale al gennaio 2010, con la documentazione medica presentata a maggio. La Hydropro Caterpillar - ha raccontato ancora Luchetti - ha sostenuto che il licenziamento «non è avvenuto per motivi discriminatori nei confronti di una lavoratore appartenente a una fascia sociale debole, ma di essersi trovata nell'impossibilità di adottare un diverso provvedimento e lo ha fatto anche nell'interesse del lavoratore, il cui stato di salute non gli consente più di essere adibito a mansioni proprie della sua qualifica». Nonostante i tentativi di mediazione, anche della Regione, il licenziamento è stato confermato e il lavoratore si è rivolto al giudice del lavoro. Bucciarelli ha ringraziato l'assessore per la risposta e anche per la disponibilità dimostrata nell'incontrare la persona interessata. «È paradossale - ha sottolineato - che l'azienda dica di avere licenziato il lavoratore nel suo interesse. È come dire che essere licenziati è una fortuna in tempi come questi. Ora speriamo che la magistratura, definita da qualcuno comunista, faccia giustizia».
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