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CRISI, TRAVOLTA ANCHE LA COMUNITÀ DI DON GALLO
«Ci tagliano l'unità di strada e la struttura di semiresidenzialità che accoglie un centinaio di persone all' anno che iniziano il percorso di uscita dalla droga»: don Andrea Gallo è allarmato. La finanziaria si abbatte sul sociale, stralciando servizi che tolgono speranze ai più fragili.

(La Repubblica Genova, 11 agosto 2010)

Le prostitute di Genova: l' unità di strada della Comunità di San Benedetto le supporta nell' emarginazione del loro sfruttamento e si muove senza sosta nelle notti di Genova dal 2000. Poi, i tossicodipendenti: la semiresidenzialità a San Benedetto abbraccia un centinaio di persone ogni anno, è il primo passo, il più delicato, che le persone compiono prima di entrare in comunità. Funziona dalle 8 alle 18 e ha salvato molte vite, è una soglia cruciale sulla quale si fanno i conti con le proprie forze e si riceve aiuto per cambiare vita.
«Urleremo tutto questo dal palco della Notte Bianca - dice don Gallo - sarà uno spazio di partecipazione, prima di tutto, e un luogo di speranza, di giovani, per farcela». Doveva essere in piazza De Ferrari, il palco di don Andrea, il prossimo 11 settembre, quinta Notte Bianca di Genova. Invece la Porto Antico spa l' ha voluto nella sua area, una grande ribalta per tanti beniamini dei giovani, ma anche una piattaforma, su cui salirà anche il sindaco Marta Vincenzi, per ribadire l' impegno e la prima linea di Genova nella difesa dei diritti.

La Comunità di San Benedetto festeggia così, con un ennesimo regalo alla città, i suoi "primi" 40 anni. Nicolò Fabi, Tonino Carotone, Teresa De Sio, Roy Paci e Aretuska, Max Manfredi, Assalti Frontali, Enriquez (Bandabardò) e Vladimir Luxuria che sarà madrina della serata, in cui s' affaccerà anche l' opinionista di Repubblica, Enzo Costa, autore del "Lanternino" quotidiano, su queste pagine: «Sono commosso dai tanti artisti che parteciperanno alla festa della Comunità che è la festa di Genova - dice don Gallo - Anche Vasco Rossi avrebbe voluto, ma non poteva. Tutte le volte mi stupisco di tutto questo affetto». Infatti gli artisti non percepiranno compenso, arriveranno sul palco del Porto Antico proprio per il bene che vogliono a don Andrea, alla sua Comunità, e al messaggio che parte dalle sue iniziative, una denuncia sempre impregnata di speranza. «L' 11 settembre a Genova ci sarà una grande serata, ma la notte, però, sarà al Porto Antico - lancia lo slogan Domenico Megu Chionetti, braccio destro di don Gallo - voglio ringraziare l' assessore alla Cultura Andrea Ranieri che ha voluto e costruito questo palco con noi. Al di fuori di ogni logica commerciale. Ci sarà la musica, ma ci saranno anche i diritti. Vogliamo dare voce a chi rischia di scomparire, sotto le lame di questa finanziaria: le cooperative sociali.

E non solo, il sindaco Vincenzi, con don Gallo e Marco Casacci (Subsonica), rilanceranno la campagna di "Chi ama la mafia tira una riga", già impostata da "Torinosistemasolare" sulla prevenzione e la lotta alle dipendenze da stupefacenti: «Il 60% del giro d' affari della mafia arriva dal narcotraffico, allora distruggiamo quel mercato», invita "Megu" Chionetti. Dalla festa del 2 luglio, al Carmine, (l' anniversario in cui don Gallo, viceparroco, venne allontanato dal cardinal Siri dal quartiere che lo amava, perché troppo "comunista"), alla messa dei Diritti, organizzata da Nando dalla Chiesa, insieme a don Ciotti e don Traverso, alla festa per i suoi 82 anni nel Ghetto, fino all' 11 settembre: don Gallo e la Comunità di San Benedetto mette a nudo l' anima di Genova.
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