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Prezzo della Crisi del 20-01-2011: 'Se la crisi è di casa'
di Daniele Nalbone
La casa è una delle prime, devastanti “conseguenze” della crisi in cui siamo immersi. Questo assunto è ormai noto a tutti. Il 5% di coloro che hanno contratto un mutuo per la prima casa è insolvente (dati Banca d’Italia su studio 2007). Ma il dato è ancor più preoccupante se paragonato a quello di altri paesi europei: in Olanda o Regno Unito, ad esempio, l’insolvenza non supera il 2%. Secondo assunto: disoccupati, precari, famiglie con un reddito basso o al cui interno vi siano cassaintegrati (il 17% tra gli insolventi) non riescono a pagare la rata della propria casa. Terzo assunto: analizzando i dati del ministero dell’Interno (2009, ultimi disponibili), si evince come la città più in difficoltà dal punto di vista abitativo è Roma con 7mila 745 richieste di sfratto mentre, secondo uno studio del Cresme Ricerche, sono addirittura 47mila le famiglie della Regione Lazio che non riescono a trovare soluzione abitativa a prezzi accessibili per il loro reddito. Quarto assunto, se possibile il più doloroso: ai nostri governi non interessa nulla di questa emergenza. La riprova di tutto ciò ne sono le ultime decisioni in materia: se nell’ultima finanziaria si è tagliato del 77% il Fondo sociale per il contributo all’affitto per le famiglie con redditi bassi (33milioni a fronte dei 140 dell’anno precedente), il vero “capolavoro” lo si è raggiunto al momento del Milleproroghe al cui interno manca la proroga relativa agli sfratti per le categorie protette, provvedimento scaduto il 31 dicembre scorso. Ebbene, i primi effetti di questo non-provvedimento stanno riempiendo le pagine delle cronache locali: in ogni comune, ogni giorno, c’è almeno uno sfratto da bloccare per chi fa ogg, dei picchetti l’unica forma di tutela sociale. I proprietari degli immobili stanno approfittando di questo “vuoto d’interesse politico” per chiedere sfratti su sfratti, arrivando addirittura a denunciare i commissariati che non dispongono l’uso della forza pubblica. E allora domani alle ore 10 dopo un picchetto per evitare lo sfratto a una signora di 75 anni, i movimenti di lotta per la casa, i sindacati di base, l’inquilinato organizzato si recherà sotto il ministero delle Infrastrutture (competente in materia abitativa) per notificare «un’ordinanza di sgombero per manifesta inadempienza nella tutela del diritto alla casa» al ministro Altero Matteoli. Urge una moratoria per consentire l’avvio dei piani necessari per affrontare immediatamente l’emergenza abitativa e programmare politiche alloggiative adeguate. Per intenderci: case popolari, non housing sociale.

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