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Prezzo della Crisi del 26-01-2011: 'Il conflitto impone il confronto'
di Stefano Galieni
È durato oltre un ora e mezza il colloquio fra alcuni esponenti dei Movimenti per il diritto all’abitare, dell’Asia RdB e dei Comitati inquilini Enasarco, con il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli e il sottosegretario con delega alle politiche abitative Mantovani. «Si è trattato di un colloquio vero- ha commentato Paolo Di Vetta – in cui ci è stato dato almeno modo di interloquire e di snocciolare i problemi reali incontrando, ci è parso, una attenzione non formale». Tre le questioni principali su cui si è potuto ragionare: l’emergenza strutturale degli sfratti per morosità, di cui sono vittime tanto inquilini di abitazioni private tanto di proprietà degli enti previdenziali, che stanno attuando pratiche di dismissione o di innalzamento irrecepibile degli affitti, la questione del “Piano Casa” che si appresta a varare la Regione Lazio, con finanziamenti assolutamente insufficienti, e il tema della moratoria degli sfratti. «Il risultato più concreto e immediato – ha commentato Di Vetta – è rappresentato dal fatto che domani 27 gennaio il ministro incontrerà il presidente della Regione Renata Polverini». Un incontro non facile perché le richieste dei movimenti sono poco compatibili con le politiche finora seguite. Da una parte la richiesta di avere un vero investimento per l’edilizia residenziale pubblica (case popolari), dall’altra la tendenza di governo e regione a liberarsi del patrimonio immobiliare pubblico immettendolo sul mercato con il pretesto delle esorbitanti spese di manutenzione degli stabili. L’impressione è che non ci saranno seri investimenti, non solo i 100 milioni di euro stanziati sono palesemente insufficienti ma rischiano di non essere neanche utilizzati per invertire tali tendenze. D’altra parte l’incontro con Renata Polverini avviene in un contesto di particolare emergenza sociale che rischia di divenire anche grave problema di ordine pubblico. Ci sarà a breve anche un incontro con esponenti del governo, della regione, del Comune di Roma e della prefettura, perché il numero di persone e di nuclei familiari investite da queste tematiche è ampio ed in costante e preoccupante crescita. Sarà necessario capire fino a che punto gli Enti Locali vorranno e potranno spendersi per evitare ulteriori disagi, anche entrando in un contenzioso con i proprietari di case difficilmente sanabile. Il ragionamento è semplice, o si considera la proprietà un furto o gli sfratti, per finita locazione o per morosità dovranno prima o poi essere eseguiti, dai commissariati e dalle questure giungono in continuazione richieste nonché denunce, da parte dei proprietari, per gli sfratti non eseguiti. Del resto Roma non è in grado di trovare soluzione per migliaia di persone che potrebbero trovarsi in poco tempo senza alloggio e la scelta di procedere per proroghe, riservate solo alle categorie protette – che entreranno comunque nel decreto mille proroghe – non è una soluzione, sia perché taglia fuori una parte consistente degli sfrattati, sia perché non risolve alla radice il problema. Dal ministero sembrano voler mantenere un tavolo di confronto, reso necessario sia dal fatto che simili problemi non si riversano solo nella capitale ma ormai determinano disagio anche in piccole province, sia da un clima di mobilitazione diffusa degli inquilini sfrattati o a rischio sfratto che, con diverse articolazioni, si sta radicando sempre più. Il governo potrebbe essere interessato a non cercare un altro elemento di scontro e accettare il dialogo con chi rivendica il diritto all’abitare. Complessa è poi la questione relativa agli enti che vendono gli immobili o impongono aumenti degli affitti laddove gli inquilini non sono in grado né di acquistare né di reggere tali incrementi. Il ministro ha assicurato che consulterà gli appositi studi legali per verificare altre strade e che in tale contesto è coinvolto anche il ministro del welfare Sacconi. «Una interlocuzione resa possibile grazie al lavoro di tutti, chiude Di Vetta, a questo punto sarebbe opportuno che le diverse articolazioni dei soggetti che stanno manifestando a Roma, penso anche alla manifestazione promossa ieri dall’Unione Inquilini, riescano a produrre percorsi comuni, condivisi e che veda tutti compartecipi. Abbiamo forse l’occasione di esercitare una forte pressione, vigiliamo sull’operato delle istituzioni ma lavoriamo insieme e costruiamo percorsi di lotta sempre più ampi».

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