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LA LOTTA DI IVAN, PRIGIONIERO NELLE VELE DI SCAMPIA
News imagedi Isabella Borghese (Speciale Lotte - Liberazione del 22 settembre 2011)
Dover compiere ancora diciassette anni ed essere obbligato a vivere su una sedia a rotelle da quasi tre anni.
Questa è la vita di Ivan Grimaldi, adolescente di Scampia che a seguito di una caduta è costretto all’immobilità a causa di una tetraplegia.
Una condizione, la sua, che non può essere consegnata all’indifferenza dello Stato né al caso: Ivan ha subìto diversi interventi al cuore, gode della funzionalità di un solo polmone, vive con un bypass al cuore, un catetere permanente, placche di acciaio nelle ossa e piaghe da decubito che sono la sua battaglia quotidiana.
La sua vita, dopo questo scenario drammatico non cambia, ma sembra destinata solo a peggiorare.
L’ho conosciuto a Luglio Ivan: un adolescente che nonostante viva un dramma, riesce a essere sorridente, mentre è costretto nella sua casa/prigione: sta ancora in una delle famigerate celle delle Vele di Scampia e in chiare condizioni di disagio.
Entrare nella sua cella significa attraversare una casa di pochi metri quadri ma la sua carrozzella – problemi di dimensioni - non può accedere a tutte le stanze, benché siano poche e piccole.
“Anche d’estate – racconta la signora Anna, la madre – deve dormire con le coperte perché qui l’umidità è forte e Ivan ha sempre freddo”.
La possibilità di uscire dalle Vele per lui è complicatissima e non può farlo mai da solo: la carrozzella deve percorrere l’intero perimetro del palazzo perché c’è un unico scivolo, il tragitto da attraversare è una strada malmessa di sterpaglie, polvere e cemento rovinato. La mobilità? A Ivan è consentito di prendere la metro 1 ma gli è negato il passaggio alla metro 2: mancanza di elevatori che favorirebbero il viaggio.
Vive con un’indennità di 480 euro al mese che non gli permette di affrontare neanche le spese pratiche: medicine, operazioni e visite. La madre deve necessariamente dedicarsi a lui ventiquattro ore al giorno.
Qual è la prossima battaglia di Ivan? Un ricovero in ospedale per problemi ai reni e di pressione alta. Subito dopo dovrà essere operato per le piaghe di decubito a Telese, presso la Fondazione Salvatore Maugeri. Un’operazione a cui seguirà un periodo di due mesi sdraiato a pancia sotto.
Per legge la madre non potrà dormire in clinica con lui, ma trovare sistemazione in un alloggio esterno. Le condizioni economiche, tuttavia, non glielo consentono.
Durante la campagna elettorale il sindaco Luigi De Magistris, racconta Vittorio Passeggio del Comitato delle Vele di Scampia, è andato a trovare Ivan assicurando l’organizzazione di una cena sociale per raccogliere fondi.
A Settembre: “Non si è fatto più sentire nessuno” ammette la signora Anna.
Ma la lotta di Ivan diventa una battaglia sociale se pensiamo alla vita e ai disagi a cui i disabili vanno incontro ogni giorno.
Un articolo de Il Mattino ad Agosto ha reso noto la storia di Ivan e a farsi avanti è Gianluca Attanasio, Campione Paraolimpionico di Nuoto e rappresentante del Napoli in Europa e nel Mondo da già tre anni, titolo che gli è stato consegnato dal CONI. “Dai dati Istat– spiega Attanasio – in Campania parliamo di circa 320 mila disabili parlando in senso molto generale, a Napoli il numero è molto alto”.
Gianluca, portatore di handicap anche lui, è attivo nelle battaglie a favore dei diritti dei disabili e davanti alla situazione di Ivan non resta a guardare: scrive a Luigi De Magistris chiedendo l’inserimento della figura di un garante dei disabili e soprattutto auspicando che a persone con condizioni fisiche simile a Ivan vengano assegnati immediatamente alloggi privi di barriere architettoniche perché possano essere sostenuti, se non altro, vivendo in luoghi dignitosi. “Infatti – aggiunge Attanasio - basti pensare al Caso Napoli, dove la vecchia giunta ha dato il via libera per l’istallazione dei pali per le telecamere di sicurezza in corrispondenza di dove dovrebbero esserci gli stalli di discesa per i disabili e le Istituzioni? – ammette - Sono Assenti. Ho inoltrato una denuncia al Sindaco e Assessori Competenti dai quali attendo una risposta”.
Questo emerge dalle parole del campione paraolimpionico: “Nel caso del Comune di Napoli, il nuovo Sindaco ha promesso Assessorato ai diritti dei Disabili, oppure un garante per i disabili, il primo non c’e’. Ora aspetto che venga istituito un garante per loro– si pronuncia fiducioso - Io sono stato tra i fautori di una sorta di programma per i disabili scritto per il Neo Sindaco. Questa e’ cosa pubblica – conclude- ora mi aspetto che venga attuato quanto discusso e su questo sarò inflessibile, visto che nel programma c’e’ il mio nome”.La battaglia per sostenere economicamente la madre di Ivan durante i mesi della sua operazione può e deve partire dal sentire sociale, civile e personale che ciascun cittadino riesce ad avere.
Una battaglia che partendo dal basso e attraverso i mezzi di comunicazione e personali di ciascun cittadino può consentire di contribuire direttamente con una donazione. Tra i sostenitori di quest’iniziativa sul web ricordiamo il gruppo musicale Mistika, gestito da Monica Serafini e Massimo Bernardi, il gruppo Mobbing, della scrittrice Caterina Ferraro Pelle, la fotografa Cristina Martone, Massimo Filipponi presidente Sirio87, Stefania Catallo presidente CE.S.P.P. "Centro Supporto Psicologico Popolare", Silvia Tessitore, direttore editoriale Casa editrice Zona, e il gruppo dei Precari ISPRA (Istituto Superiore della Protezione e Ricerca Ambientale), Radio Città Aperta
INFO DONAZIONI: per chi esegue la donazione dalla tabaccheria, con la Lottomatica è sufficiente il numero della postepay: 4023 – 6006 – 1259 – 9185 e il codice fiscale MCCNNA62P60A783N. Per chi esegue il versamento dalle poste è necessario il codice della postepay (su scritto), il proprio codice fiscale, il proprio documento e il nome dell’intestatario del conto: Anna mucci.
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