Giovedì 17 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 22:35
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Niente più lacrime per la Fornero. Lo show è finito. Ma i disabili sono in lotta.

Il Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi, ha esposto uno striscione per protestare contro la disattenzione espressa dalla recente riforma previdenziale nei confronti dei caregivers.
E' accaduto ieri pomeriggio a Roma presso il Palazzo Giustiniani durante il Convegno sulla condizione femminile in Italia organizzato da Pari o Dispare, l’Associazione Presieduta da Emma Bonino.
Il Coordinamento Nazionale in questione, nonostante l'incapacità della Fornero di riceverlo, è noto e si continua a muovere da oltre 17 anni: oltre al proprio impegno lavorativo si curano senza soluzione di continuità in ambito familiare di disabili gravi.
Nonostante l’evidente volontà parlamentare di emanare una norma che consenta il loro prepensionamento, avvalorata dall’unanimità con la quale la Proposta di Legge è passata alla Camera dei Deputati nel Maggio 2010, i vari Governi succedutisi nel tempo non finanziano il provvedimento ora fermo in Commissione Bilancio al Senato. Questo nonostante il limitato costo di 50 milioni di euro, pari alla spesa per la sperimentazione della Social Card o allo 0,25% dell’importo che lo Stato sostiene per mantenere le auto blu.
Lo striscione, che recitava “Se ci volete morti… ditelo… Prepensionamento subito!” ed esposto proprio durante l’intervento di Elsa Fornero, è stato accolto dal Ministro con totale disinteresse mentre Emma Bonino invitava i commessi del Senato a non intervenire per consentire l’evento dimostrativo e dare voce a chi non ha voce.
Il Coordinamento esprime i più vivi ringraziamenti alla Vice Presidente del Senato, Emma Bonino, per la sensibilità mostrata e per le parole di rassicurazione sull’emanazione imminente del provvedimento mentre spera che l’assoluta indifferenza del Ministro Fornero e degli altri rappresentanti politici presenti, esprima solamente la loro condizione di disagio per l’ingiustificata inerzia di oltre 17 anni nei confronti delle situazioni drammatiche vissute dai caregivers, figure che nel resto d’Europa godono di riconoscimento giuridico e risposte consone al loro impegno d’amore e solidarietà familiare.