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Italia, autunno di lotta per il diritto alla casa. 100 città per la giornata nazionale "Sfratti Zero"
17:00:01. Si è tenuta oggi nel Lazio, ma anche in altre diciannove regioni d’Italia la campagna legata al mese delle “Giornate Mondiali Sfratti Zero” lanciata anche nel blog sfratti zero.
Controlacrisi ha incontrato l’Unione Inquilini e numerosi sfrattati che questa mattina si sono incontrati presso piazza dei Santissimi Apostoli. Si tratta di famiglie, anziani, mono nuclei. In qualsiasi modo le si voglia presentare restano tutte realtà disagiate che vivono la difficoltà della crisi e che dunque non sono in grado di poter affrontare uno sfratto.

“Questa mattina siamo qui – dichiara Walter De Cesaris, Segretario Nazionale dell’Unione Inquilini – come in altre cento città italiane per dire che gli sfratti sono un problema nazionale, che non riguarda più soltanto le grandi metropoli ma tutto il paese e che di conseguenza – aggiunge – va affrontata con politiche sociali adeguate, non come fossero questioni di ordine pubblico. L’iniziativa di oggi promossa da noi con tante associazioni e movimenti, forze della sinistra di classe – spiega – è stata organizzata per chiedere il blocco urgente di tutti gli sfratti, compresa la morosità che ormai è il 90% delle motivazioni degli sfratti nel paese”.
Oggi parliamo di 65.000 nuove sentenze di sfratto relative al 2011, giusto? “Sì, il 90% per morosità e di altri 125.000 richieste di estensione degli sfratti con la forza pubblica. Alcune centinaia di migliaia”
Benché i media abbiano volutamente trascurato questo grave problema attuale e questa giornata di mobilitazione nazionale, “la voce degli invisibili” – perché solo in questo modo è possibile qualificare i soggetti che vivono questo dramma – era presente in piazza e ha deciso di esprimere e denunciare tutta la difficoltà mettendoci la faccia e raccontando la rabbia che anima il loro quotidiano.
“ Pago 816 euro per un affitto – racconta Piu Marcello Alfredo - Mi hanno chiesto l’aumento, ma non sono in grado di sostenerlo. Così siamo finiti sotto sfratto. Io e mia moglie vogliamo rimanere dove stiamo e allo stesso prezzo. Ma se la forza pubblica verrà a prenderci – grida di rabbia – può giurarci!, mi darò fuoco dentro casa e farò saltare la palazzina!”.
Il video che racconta nel dettaglio la sua testimonianza non lascia adito a nessuna interpretazione, rappresenta piuttosto l’ennesima riprova, da affiancare all’allarmismo generato dai sucidi in aumento legati alla crisi, alla disoccupazione, della richiesta di aiuto da parte dei cittadini a una realtà politica che invece tende a non affrontare la questione del diritto alla casa, ma se possibile a peggiorare il tutto edificando privato senza prevedere edilizia pubblica, permettendo il mercato libero laddove tuttavia i soggetti non hanno un reddito tale da potersi permettere affitti tanto esosi.

Com’è possibile ammettere il silenzio dei mass media e delle istituzioni di fronte a problematiche che spesso rischiano di trasformarsi in veri drammi, soprattutto quando sono dichiarati dagli stessi soggetti? “Purtroppo – dichiara Renato Rizzo, Segretario romano dell’Unione Inquilini – gli sfratti così come i licenziamenti in chi li subisce creano un grave disagio mentale, nonché la distruzione delle stesse famiglie. Repubblica e il Corriere della Sera di rado si occupano del problema della casa. Spesso - aggiunge – quando i mass media scelgono di trattare questi fatti li relegano alla cronaca nera. Lavoro in psichiatria - spiega il Segretario – per questo mi permetto di dichiarare che dopo lo sfratto il disagio psichico delle persone raggiunge livelli più che preoccupanti, talvolta irreversibili. Una vergogna – chiarisce. – Sì, per molti diventa una vergogna. Noi – specifica Rizzo – lavoriamo affinché nelle persone invece ci sia uno scatto di dignità, facendo capire ai mal capitati che i veri responsabili non sono loro ma quelli che non garantiscono il diritto alla casa”.
Quanto sta incidendo dunque la crisi sulla precarietà abitativa? “Moltissimo – dichiara Rizzo – da quando investimenti pubblici di aiuto e costruzione di case popolari sono stati tagliati dal governo la speculazione edilizia padroneggia. Il Piano Casa della giunta Polverini prevede la distruzione di migliaia di metri cubi di cemento per edificare privato, senza prevedere edilizia pubblica. È evidente per la questione sfratti – conclude Rizzo – che gli sfrattati con redditi bassi dovrebbero solo andare in case popolari”.
Ma qual è l’obiettivo di questa giornata e soprttutto cosa succederà dopo "oggi"? “Vogliamo promuovere una vertenza nazionale ma articolata territorialmente – riprende De Cesaris – per ottenere il blocco degli sfratti e politiche sociali per il diritto alla casa. In ogni regione si aprirà una vertenza per affermare il principio che si possano realizzare solo gli sfratti che consentono il passaggio delle persone da casa a casa e politiche sociali. Serve l’aumento degli alloggi e diminuire gli affitti nel settore privato. Gli sfratti – conclude De Cesaris - dimostrano che il libero mercato non funziona: non è compatibile infatti con i redditi di chi abita nelle case”.
“Inoltre – aggiunge Rizzo – l’idea su cui stiamo già lavorando è che i comitati, le associazioni di volontariato che hanno aderito a questa giornata, parteciperanno con noi a un’assemblea nazionale. L’ultima unitaria è stata fatta 6 anni fa. Speriamo che a quell’incontro – conclude - ci sarà spirito unitario per far fronte con maggiore forza alla questione del diritto alla casa”.
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