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Feder.casa. Emergenza abitativa? Destinata a peggiorare: una famiglia su due in affitto è in difficoltà
A pochi media interessa l'approfondimento del tema ma in molti invece vivono il dramma della precarietà abitativa. Negli anni della crisi e in un periodo in cui lavoratori, famiglie e più nel particolare quella fascia di italiani che di certo non possono essere definiti benestanti, la legge di stabilità ci mette del suo senza occuparsi dei temi princiapli dell'emergenza abitativa: sfratti, affitti, case popolari, fondi pubblici destinati all'abitare... 

"Il "sistema Italia" oggi non è in grado di fronteggiare l'emergenza abitativa - dichiara Gianluigi Pascoletti, il Segretario Nazionale di Feder.casa - e le misure adottate sono destinate a peggiorare la situazione. L'emergenza abitativa - aggiunge - si è pesantemente aggravata in Italia tra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo millennio. I dati oggi sono veramente preoccupanti nelle graduatorie - spiega - per ottenere una casa popolare sono iscritte oltre 600.000 famiglie in attesa di ottenerne una e che non possono averla per la cronica mancanza di alloggi da assegnare".

Ma Pascoletti va oltre e così come da diversi giorni l'Unione Inquilini, con gli altri sindacati del diritto all'abitare, ha fatto partire il mese di mobilitaizone Abbassa gli affitti per fermare gli sfratti, anche il Presidente di Feder.casa si sofferma sulla medesima questione. E i conti, ahimè, tornano: sono gli stessi, drammatici e preoccupanti.

"I dati del 2011 - dichiara Pascoletti - rivelano un aumento degli sfratti per morosità che rappresentano l'87% dei provvedimenti esecutivi, per un totale di circa 64mila fratti (numero in leggera flessione rispetto ai 65mila del 2010). Ma il lieve calo degli sfratti eseguiti non deve ingannare, perché - aggiunge - sempre nel 2011, sono aumentate del 11,4% le richieste di esecuzione all'ufficiale giudiziario".

A voler andare oltre la questione affitti ulteirori dati "significativi" sono quelli legati ai pignoramenti immobiliari, pari a +18% nel 2011.  Nel 2011 sono anche +29,21% le famiglie non più in grado di pagare la rata del mutuo".

Ma veniamo alla questione risorse e necessità che nasce proprio nella sproporzione evidente che esiste tra le risorse che la casa esaurisce alle famiglie e le risorse che gli stati mettono a disposizione delle politiche abitative. I dati disponibili danno chiarezza alla situaizione: la casa assorbe, nella media, mettendo in conto anche acqua, luce, gas, circa il 25% delle spese totali delle famiglie.
Una percentiale che arriva fino al 40% nel caso di povertà.

Anche attuando un confronto tra il nostro Paese e il resto dell'Europa è possibile rendersi conto della gravità del problema: l'Italia, infatti, nel continente è al di sotto dell'offerta media di alloggi sociali in affitto sul totale del patrimonio residenziale: siamo al 5% circa sull'intero stock immobiliare, vale a dire circ aun milione di alloggi.
 
Per quanto riguarda il mercato degli affitti, il 5% di alloggi sociali presenti in Italia rappresenta il 19% dello stesso, in Olanda gli alloggi sociali risultano invece il 70% del totale degli affitti, in Gran Bretagna il 66%, in Francia il 46%, in Germania il 58%".

Anche Pascoletti, così come l'Unione Inquilini, i movimenti del diritto all'abitare e altre realtà che si occupano del tema si trovano costretti a spendere insoddisfazione nei ocnfronti del Governo attuale.
"E' illeggibile una qualsiasi progettualità di lungo termine e un programma di rilancio e di sviluppo del Paese - dichiara - con le misure adottate nel settore abitativo che non sfuggono alla stessa logica, peraltro perfettamente in linea con i precedenti governi, mancando da troppo tempo una politica abitativa nel nostro Paese".

"Una famiglia su due, fra quelle che in Italia vivono in affitto, è in difficoltà - dichiara Davide Malera, legale di Feder.casa-  con il pagamento del canone mensile, che ammonta in media a 350 euro per 70 mq e incide sul reddito per una quota superiore al 40%. Un disagio- spiega Maldera tenendo conto di un'indagine Nomisma sui dati della Banca d'Italia- che aumenta nelle grandi aree metropolitane, dove il prezzo sale a 650 euro mese: qui le famiglie in locazione sono 2,5 milioni e 2,2 milioni di queste faticano a chiudere in pari il bilancio".

Feder.casa si fa avanti avviando varie proposte tra cui l'Istituzione del Ministro delle Politiche abitative, l'abolizione immediata dell'Imu sull'abitazione principale e sulle case popolari, a seguire il blocco dei processi di dismissione del patrimonio pubblico abitativo o che comunque può essere riconvertito in uso abitativo, il rilancio del programma di edilizia residenziale pubblica esentando dall'Iva le operazioni e la proroga al blocco degli sfratti.
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