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De Cesaris al governo: "Positiva la proposta di Riccardi ma le opposizioni dei vertici degli enti vanno respinte e le norme annunciate vanno varate"
E' stata presentata alla stampa da Andrea Riccardi, il Ministro per la Cooperazione e l'Integrazione, la proposta contenuta in un emendamento alla Legge di Stabilità in via di allestimento.

Secondo quanto rioportato dal Corriere della Sera la proposta del Ministro prevede che “Gli inquilini degli alloggi Inps, Inpdap e di tutte le casse previdenziali professionali potranno acquistare l'immobile pagando una somma pari a 150 volte l'affitto mensile”.
La proposta prevede, tuttavia, non la totalità degli immobili: “Riguarda le case costruite oltre 35 anni fa e che non siano classificate come edifici di pregio artistico, storico né di lusso. Devono essere con contratto libero indicizzato, ed abitate dal titolare dello stesso”.
L'imposta di registro “non può essere inferiore alla somma di tremila euro”.
Se si concretizzasse questa dismissione immobiliare ne trarrebbero benefici non solo le casse dello Stato – è valutato che a queste “andrebbero 120 milioni di euro derivanti da una imposta di registro media di 4 mila euro”, ma anche le casse di previdenza e assistenza “che avrebbero in breve tempo risorse finanziarie visto che, secondo la Corte dei conti, non partecipano alle elevate plusvalenze realizzate dai grandi gruppi immobiliari con l'acquisizione di queste proprietà”.

Sulla questione prende parola l'Unione Inquilini
“Siamo abituati a esprimere giudizi sugli atti del governo e non su indiscrezioni dei giornali - dichiara Walter De Cesaris, che ne è Segretario Nazionale. - Comunque, le proposte che il Ministro Riccardi ha fatto conoscere al Corriere della Sera sulle dismissioni immobiliari degli enti previdenziali pubblici e privatizzati in linea generale sono apprezzabili e vanno nella giusta direzione. Da tempo - aggiunge - infatti, abbiamo avanzato la proposta/richiesta che il patrimonio abitativo di tutti gli enti previdenziali la cui stragrande parte dei loro immobili è ubicata nella città di Roma, che hanno forme di partecipazione o vigilanza pubblica vengano considerati “social housing” e pertanto con vincoli sociali, sia rispetto ai canoni di locazione, sia rispetto ai processi di dismissione. Con questa proposta - continua il Segretario - abbiamo cercato di contrastare quegli enti, in particolare casse professionali, che praticano il libero mercato negli affitti e quegli enti, come l’ENPAM, che vogliono vendere gli immobili in blocco. Mettere un vincolo sociale al prezzo di vendita di questi alloggi è pertanto assolutamente condivisibile. Sul meccanismo tecnico, invece - spiega De Cesaris - abbiamo qualche perplessità: ci sembra a questo punto più equo fare riferimento al valore catastale, che è un elemento oggettivo dell’immobile, che al canone pagato, che è un elemento soggettivo, imposto dai vari enti e casse di previdenza senza alcuna omogeneità tra di essi".

E per quanto riguarda gli affitti praticati? "Riteniamo - spiega il Segretario Nazionale - che un vincolo sociale debba essere inserito anche per questi affitti: tutti gli enti controllati o vigilati dallo Stato devono essere ricondotti ai canoni calmierati e deve a loro essere impedito di praticare il libero mercato speculativo. Sono anni, infine - dichiara - che gli inquilini dell’INPS, dopo il fallimento delle cartolarizzazioni denominate Scip 1 e Scip 2, (rispetto al quale nessuno dei responsabili è stato chiamato a risponderne) aspettano che vengano garantite le tutele previste dalla legge e ci sono oltre mille famiglie, con redditi bassi, che aspettano la regolarizzazione della propria situazione, senza che alle ripetute promesse del governo siano seguiti fatti concreti. Per tale motivo, abbiamo deciso di denunciare i vertici dell’INPS e di chiamarli in giudizio". 

Duro, De Cesaris, ancora una volta verso il governo. "Il governo esca allo scoperto - chiede - le opposizioni dei vertici degli enti vanno respinte e le norme annunciate vanno varate. Altrimenti, saremmo di fronte all’ennesimo fumogeno propagandistico, tanto più inaccettabile in quanto specula sulla pelle della povera gente".
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