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Sanità, al posto di Balduzzi un ministro qualunque

Laureato in Giurisprudenza nel 1979 all'Università degli studi di Genova, Renato Balduzzi, è professore ordinario di Diritto costituzionale nell' Università cattolica del Sacro Cuore di Milano dal 1º novembre 2011. È stato professore ordinario di diritto costituzionale nell’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro”, Facoltà di Giurisprudenza di Alessandria, dove insegnava anche Diritto costituzionale della salute e organizzazione sanitaria. Presso il medesimo ateneo è direttore del Centro di eccellenza interfacoltà per il management sanitario (CEIMS) e coordinatore del Dottorato di ricerca in “Autonomie locali, servizi pubblici e diritti di cittadinanza”. (…). È autore di oltre centodieci pubblicazioni tra monografie, saggi specialistici e note a sentenza prevalentemente in materia di fonti del diritto, diritto regionale, diritto elettorale, ordinamento delle forze armate, diritti sociali e organizzazione sanitaria, diritti di libertà, giustizia costituzionale comparata, organi di controllo dell’Unione europea, diritto degli enti locali, drafting legislativo, biotecnologie. È componente del Comitato scientifico delle riviste Quaderni regionaliAmministrazione in camminoPolitiche sanitarieDialoghi e Studium. È stato consigliere giuridico dei ministri della Difesa (1989-1992) e del ministro Rosy Bindi, dapprima alla Sanità (1996-2000) e successivamente alle Politiche per la famiglia (2006-2008).
Esperto di diritto costituzionale della salute e di diritto sanitario, ha ricoperto l’incarico di Capo dell’ufficio legislativo del Ministero della sanità dal 1997 al 1999, presiedendo altresì la Commissione ministeriale per la riforma sanitaria. Ha svolto attività di studio e consulenza giuridica in campo sanitario per conto delle Regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Sardegna, Piemonte, Liguria e della Provincia autonoma di Trento. (…). Dal 2006 al 2010 ha presieduto il Comitato di Indirizzo dell’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Orsola-Malpighi di Bologna. Dal febbraio 2007 al 2011 è stato presidente dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Age.na.s.), ente pubblico nazionale di ricerca e supporto al Ministro della salute e alle Regioni nel campo della salute e dell’organizzazione sanitaria. Ecc. Ecc. Ecc.. 
Allora noi, poveri mortali, ci chiediamo: ma, dall’alto di questa scienza, come è possibile che il Ministro Balduzzi abbia partorito la più strampalanta, inconcludente e demagogica microriforma della Sanità della storia del nostro paese? Come si fa a far credere agli italiani – è questa la struttura portante del decreto che prende il suo nome, divenuto purtroppo legge dello Stato –  che di qui a poco potranno disporre di Poliambulatori aperti sul territorio 24 ore su 24, senza che le Regioni abbiano a disposizione un euro per realizzarli. E, poi, è possibile che non abbiano informato il ministro che di notte  il medico di famiglia non serve perché se uno ha bisogno di una aspirina può aspettare il giorno dopo? E quindi che questi poliambulatori, oltre che irrealizzabili, sono anche inutili? Nessuno gli ha spiegato che in Italia esistono dei distretti sociosanitari a cui è demandato il compito di organizzare le cure primarie e che ad essi spetta anche quello di organizzare l’assistenza territoriale secondo le specificità del territorio e, magari, che questi distretti sono alla frutta a causa dei tagli e dei piani regionali di rientro? Sono domande per le quali non ci sono risposte. O forse sì, una ce n’è. La cosa più probabile è che il ministro, di intesa con Monti, intenda confondere gli italiani per distrarli da un fatto semplice: la sistematica devastazione della Sanità pubblica a favore del privato. Ma, fatecelo dire, per fare questo non c’era bisogno di tutti i titoli di Balduzzi: bastava un ministro qualunque.

 

                                                                           

 

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