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Edilizia, l'Italia tra abusivismo e ordinanze di abbattimento
No all'abusivismo edilizio, sì alla legalità. Ecco i dati che oggi presentano il quadro generale dell'abusivismo dal 2000 al 2011 in un paese in cui l'illegalità, nel settore dell'edilizia, va a minacciare l'ambiente e di conseguenza la vita dei cittadini senza risolvere di fatto il dramma dell'emergenza abitativa.
Il numero di abusi edilizi risulta pari a 46.760, ma va specificato che le ordinanze eseguite sono state solo 4.956, vale a dire il 10,6%. l dato è fornito dal Rapporto Ecomafia 2012 di Legambiente attraverso il monitoraggio di 72 città capoluogo di provincia su 104. 

Per il maggior numero di demolizioni possiamo soffermarci al Nord: Verona, Prato e Genova sono i Comuni che hanno registrato il maggior numero di demolizioni. 
In città come Treviso, Trieste e quelle della toscana la modalità di abuso riguarda l'ampliamento delle case. 

Nel Lazio risultano 41.588 gli abusi edilizi tra il 2004 e il 2009.

A rilevarlo è Legambiente mentre accoglie anche l'avvio della demolizione di due degli scheletri abusivi di Quarto Caldo, nel Parco Nazionale del Circeo. Legambiente dichiara così che che il 25% degli abusi, ovvero 10.397 abusi su 41.588, rovina aree vincolate, mentre ben 9.149 hanno riguardato comuni costieri del Lazio e 14.430 abusi (il 30% del totale) sono compiuti nella Capitale.

Ma nel 2011 possiamo evidenziare anche altri casi: a San Felice Circeo scattati i sigilli a una villa di un valore pari a 400mila euro e a quanto pare senza alcuna concessione. A Formia a 16 appartamenti del valore di circa cinque milioni di euro sono sorti in violazione dei piani territoriali proprio a due passi dal mare, in località Acquatraversa.
Sempre a Sabaudia abbiamo ruspe ferme di fronte alle 285 unità abitative della lottizzazione abusiva Bella Farnia in attesa del giudizio della Cassazione. Citiamo anche i dieci villini della lottizzazione abusiva nella piana di Sant'Agostino a Gaeta e gli abusi del camping Santa Anastasia di Fondi. Il parcheggio sulla spiaggia a Lavinio che risulta abbandonato ormai da molti anni.

Nell'area romana una lottizzazione abusiva è sorta su un'area di quattro ettari a Pomezia. Un'altra indagine invece ha disposto ad Ardea  il sequestro di una tenuta agricola di dimensioni pari a circa 35mila metri quadri dove peraltro sono stati realizzati 168 manufatti destinati ad abitazioni civili.

Nella Capitale, poi, sono stati sequestrati 33 ettari all'interno della pineta di Castelfusano. Si è trattato di opere abusive nel campeggio, denunciate da Legambiente sin dal 2004, dove insistono circa 800 unità abitative, numerosissimi ormeggi per circa 200 imbarcazioni.
Curioso il tabellario: secondo l'ex direttore dell'ufficio condono edilizio gli abusivi stessi presentavano un vero listino prezzi che andava da 5mila euro per una veranda in periferia fino a raggiungere i 250.000 euro per una mini lottizzazione.

Ma più si scende più la questione dell'abuso edilizio si fa preoccupante. Napoli, come vedremo, è in testa con 16.837 ordinanze e l'esecuzione di solo 710 abbattimenti, il 4,2%

Secondo i dati presentati dal dossier "Ecomafia 2012", proprio in Campania, l'edilizia e l'urbanistica sono i settori con una maggiore produzione di numero di ricorsi al Tribunale amministrativo. Più di un terzo riguarda l'edilizia, l'urbanistica e in modo particolare l'abusivismo. I numeri del 2011: quell'anno sono pervenuti 148 ricorsi da Ischia, 62 da Capri, 67 da Sorrento, tutti territori sottoposti a vincoli paeasggistici, a rischi idrogeologici e di certo tutti posti, importanti mete turistiche.

E' stata proprio la Regione Campania infatti nel 2001 a svolgere un monitoraggio secondo il quale la sanatoria degli anni '80 è stata quella più drammatica. Si tratta di infatti di 168.000 pratiche presentate, di cui 60.000 in aree vincolate. Dopo 9 anni sono 80.000 le istanze pervenute, 30.000 invece le pratiche presentate nel 2003, di cui 13.000 in zone vincolate.
A Napoli sono circa 85.000 le richieste di sanatorie accumulate anche in zone prestigiose come Camaldoli, Chiaiano e Capo Posillipo. Il piano
del marzo 2012 annunciato dal Sindaco Luigi De Magistris presenta 100 demolizioni da completare entro fine 2012.
Anche la magistratura ha il suo da fare, visto che sono 60.000 i manufatti da abbattere, anche nella Costiera Amalfitana. Nel solo 2011, come emerge dai dati forniti dai Carabinieri, 301 persone sono state denunciate per reati in materia urbanistica, mentre sono state sequestrate opere abusive per un totale di 10.627 mq in 5 comuni: Amalfi, Maiori, Positano, Ravello e Tramonti. Ad Amalfi, in particolare, si e' concentrato il 30% degli interventi contro l'abusivismo edilizio. In fondo invece Maiori con il 10%, preceduto da Positano (25%), Tramonti (20%) e Ravello (15%).

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