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Unione Inquilini contro manomissione dell'art.18. De Cesaris: "Intendiamo implementare ulteriormente la nostra partecipazione alla raccolta delle firme"
"Chi perde il lavoro (e la pensione) perde la casa!". E' esattamente questa l'espressione proposta dall'Unione Inquilini, Sindacato del Diritto all'Abitare, e con la quale il sindacato stesso organizza e partecipa ai pacchetti anti sfratto in numerose città con l'obiettivo di contrastare l'espulsione della residenza emettere in atto veri processi per il passaggio da casa a casa.

Ma cos'è "Chi perde il lavoro (e la pensione) perde la casa!"? Uno slogan e basta? No!

Esiste infatti una connessione molto forte tra lavoro - precarietà - non lavoro e perdita della casa. Spostiamo l'attenzione di nuovo su due articoli di recente stesura in cui i dati dell'Istat, nel primo e una ricerca del Censis, nel secondo ci consegnano dati relativi ai "senza dimora" nel nostro paese, e al numero di famiglie in cerca di case. Il lavoro, meglio ancora la perdita dell'impiego, o impieghi con contratti atipici, se non addirittura in nero in modo inevitabile causano "la perdita della casa".

"Pensiamo infatti che si può rilanciare il tema del diritto alla casa solo dentro il tema più generale della riappropriazione della città e dei beni comuni - dichiara Walter De Cesaris, Segretario Nazionale dell'Unione Inquilini. - Lo sfratto è come un “licenziamento” nella vita, che ti fa piombare nella disperazione e nell’angoscia. Un evento tragico che vorrebbero iscrivere in una relazione privata tra singoli e che invece investe pienamente la sfera collettiva delle relazioni sociali e delle scelte politiche di governo. Con i picchetti contro gli sfratti, le manifestazioni e le altre iniziative - aggiunge il Segretario - il nostro obiettivo è rompere il silenzio e costruire relazioni di solidarietà di classe dentro il conflitto quotidiano. Per questi motivi e con il nostro patrimonio di idee e di lotte, intendiamo aderire ai comitati promotori dei due referendum sociali contro la manomissione dell’articolo 18 sui licenziamenti senza giusta causa e contro il massacro delle pensioni perpetrato dal governo Monti. Già alcune nostre sedi -continua - sono impegnate da settimane nella raccolta di firme nelle città. Con l’adesione ai comitati promotori, intendiamo implementare ulteriormente la nostra partecipazione alla raccolta delle firme. Daremo coerente indicazioni a tutte le sedi territoriali affinché - conclude - laddove ancora non è stato fatto, si prenda contatto con i comitati referendari locali".

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