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Condono edilizio? No, grazie! De Cesaris: "La politica dei condoni è assolutamente sbagliata, premia e incentiva l'illegalità diffusa, distrugge il territorio, è fonte di corruzione".
Dopo 9 anni, dunque con l'ultimo registrato nel 2003, proprio in questi giorni l'Italia pare sia letteralmente scampata al quarto condono edilizio.

Ne abbiamo parlato proprio ieri dei dati drammatici dell'abusivismo edilizio in Italia. Lo slogan, per così dire, è chiaro e inconfutabile: no all'abusivismo sì alla legalità. E questa è anche la conclusione che emerge alla luce di un accordo che, per la prima volta nel Paese, ha visto uniti differenti realtà: dai partiti, agli ambientalisti, ma senza dimenticare le associazioni di categoria, ma anche Legambiente che spicca in prima fila con le sue 5000 firme raccolte.

Il disegno di legge di Francesco Nitto Palma, commissario Regionale del Pdl Campania dunque è stato eliminato in modo definitivo dai lavori del Senato, nonostante la sanatoria fosse stata voluta dagli stessi esponenti del Pdl campano.
A loro si sono opposti tutti gli altri partiti: dalla Lega che insieme al Pd e Idv hanno votato per eliminare dal calendario il condono edilizio. 

"Una scelta di civiltà e di buonsenso - dichiara Ermete Realacci, Responsabile delle Green Economy del Pd - per scongiurare il pericolo che nuove colate di cemento abusivo si abbattano sul nostro territorio"

Ma è l'Unione Inquilini a rispondere con forza e dichiarazioni più che convincenti a questo "no al condono edilizio". A prova di questo il sindacato del diritto all'abitare non solo aderisce all'appello di Legambiente, contro il ddl Nitto Palma in discussione al Senato, ma lancia un comunicato stampa che motivA la sua posizone con estrema chiarezza. 
"La politica dei condoni è assolutamente sbagliata - dichiara Walter De Cesaris, Segretario Nazionale dell'Unione Inquilini - premia e incentiva l'illegalità diffusa, distrugge il territorio, è fonte di corruzione. Occorre difendere e risanare il territorio e, al tempo stesso, recuperare il patrimonio pubblico in degrado - aggiunge il Segretario. - La politica di cementificazione dissennata ha portato gravissime conseguenze negative per il dissesto del territorio, per l'assetto e le condizioni di vita nelle città e non ha risolto la sofferenza abitativa del Paese che, invece, in questi anni si è aggravata. Come sindacato inquilini - continua De Cesaris - siamo per un piano nazionale per incrementare l'offerta pubblica di alloggi a canone sociale e per ripopolare i centri storici di residenza popolare , cacciata via (specialmente nelle grandi e medie città) dalla speculazione immobiliare. Per fare questo, non servono condoni o norme di ennesima deregolamentazione urbanistica, come erano nella realtà dei fatti i cosiddetti "piani casa" del governo Berlusconi".

Cosa propone di fatto l'Unione Inquilini?
"Occorre iniziare dal recupero e riuso a fini di residenza sociale dell'enorme patrimonio pubblico in degrado - spiega De Cesaris - cominciando dalle migliaia di case popolari oggi non assegnate perché inagibili o bisognose di interventi di "efficientamento" energetico. Per questi motivi - conclude - siamo assolutamente contro una possibile riedizione del condono come siamo fortemente contrari al processo di dismissione del patrimonio pubblico che il governo vuole portare avanti".

Contro il condono accanto ai partiti hanno preso posizione anche il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori che ha qualificato assolutamente atroce anche solo supporre di ricorrere a un nuovo condono edilizio, dal momento che il presente provvedimento ha dimostrato, nelle altre cricostanze, in modo particolare nel 1984, di essere piuttosto pericoloso sulla sicurezza dei cittadini e l'equilibrio del territorio.

Non si distacca da queste posizioni neanche l'Ance, l'Associazione Nazionale Costruttori Edili. "Proprio l'Associazione in questione - dichiara Paolo Buzzetti, il Presidente - si è sempre opposta ai condoni che premiano l'abusivismo sfavorendo le imprese che invece operano e nella legalita e in modo corretto. Ciò di cui il Paese ha veramente bisogno - continua Buzzetti - è un piano di riqualificazione delle città e la messa in sicurezza del territorio dal rischio sismico e idrogeologico. Si inizi dalle scuole - continua il Presidente - dagli ospedali e dagli edifici pubblici, che devono essere i primi luoghi in grado di garantire la salvaguardia dei cittadini. Progetti utili sotto il profilo sociale e da un punto di vista economico perché in grado di dare una spinta alla ripresa del Paese''.

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