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26 ottobre, parte il mese di mobilitazione per fermare gli sfratti. De Cesaris: "La legge di stabilità, così com'è, non affronta i temi della sofferenza abitativa"
Dopo la Giornata Nazionale Sfratti Zero questa mattina i sindacati SUNIA, SICET, UNIA e Unione Inquilini hanno indetto una conferenza stampa per dare il via al mese di mobilitazione straordinaria contro gli sfratti.
Lo slogan parla chiaro: “Abbassare gli affitti per fermare gli sfratti”. L’obiettivo dei sindacati resta sempre lo stesso: lottare a favore di tutte quelle famiglie che vivono il dramma e la precarietà dell’emergenza abitativa in un momento di crisi in cui il problema della casa colpisce il paese a livello nazionale, ma per il quale il governo non ha preso misure adeguate neanche davanti a numeri più che sconcertanti: sono 650.000 le famiglie inserite nelle graduatorie dei comuni per ricevere una casa popolare che non ricevonto, tuttavia, alcuna risposta. 250.000 gli sfratti per i prossimi tre anni, tra questi il 90% sono per morosità. 
I dati emersi relativi agli affitti e agli sfratti nel dettaglio confermano quanto detto.

Intervista a Walter De Cesaris, Segretario Nazionale dell'Unione Inquilini

Legge di stabilità e precarietà abitativa.
De Cesaris: Il problema è che la legge di stabilità, così com’è, non affronta minimamente i temi della sofferenza abitativa nel paese. Anzi, le misure concrete che il governo ha assunto in questi mesi l’hanno pesantemente aggravata.

In che modo?
De Cesaris: Per esempio l’azzeramento del fondo sociale degli affitti. Quello che noi chiediamo è che nella legge di stabilità vengano affrontati almeno i nodi principali della questione del problema abitativo.

Domani alle Prefetture presenterete il “pacchetto anticrisi”. Cosa propongono dunque i sindacati inquilini? Quali sono i punti principali di questo pacchetto che intende favorire il diritto alla casa?
De Cesaris: Si tratta di un pacchetto che propone l’obiettivo di rifinanziare il fondo sociale degli affitti, riguarda il rinnovo della proroga degli sfratti al 2013 estendendolo anche alla morosità. Ma anche di consentire agli inquilini di detrarre parte degli affitti dalla denuncia dei redditi e penalizzare fiscalmente le case che vengono tenute sfitte. Un altro punto importante è legato al rovesciare il meccanismo infernale che è stato introdotto con la cedolare secca negli affitti.

La “cedolare secca” è l’imposta che permette al locatore di registrare il contratto di locazione pagando l’imposta di registro e il Bollo, e dichiarare, nel modello 730 o in Unico PF, i canoni di locazione percepiti nell’anno, sommandoli agli altri redditi sul cui totale va calcolata l’Irpef dovuta. Ma quali sono i danni creati dalla cedolare secca?
De Cesaris: Ha abbassato le tasse degli affitti a tutti i proprietari sia a quelli che praticano libero mercato che a quelli che richiedono un affitto più moderato.

Dunque in questo modo dalla cedolare secca ne hanno tratto vantaggio solo i più ricchi?
De Cesaris: Esattamente. Ma i vantaggi fiscali non vanno dati a pioggia, piuttosto andrebbero concessi solo nel caso dell’abbassamento dei canoni.

Chiedete l’abolizione della cedolare secca?
De Cesaris: Sì. E che vengano istituiti degli sgravi fiscali efficaci per favorire un abbassamento degli affitti. Sono misure che si devono e si possono prendere per affrontare la sofferenza abitativa in questo paese che ormai riguardo non solo le grandi metropoli, ma anche le piccole città.

Domani, 26 ottobre si mobiliteranno 105 città d’Italia davanti alle Prefetture. Consegnerete il pacchetto anticrisi in attesa del 23 novembre, quando invece ci sarà un presidio al Ministero delle Infrastrutture. Come si svolgerà questo mese di mobilitazione? Iniziato già con la giornata nazionale sfratti zero.
De Cesaris: Sì, per noi la mobilitazione è iniziata già il 10 ottobre con la giornata nazionale sfratti zero. Adesso continueremo con la mobilitazione con gli altri sindacati con cui per noi c’è un filo in comune: io penso che occorre abbattere ogni forma di separazione, guardare concretamente alle piattaforme e su questo impegnarci. Se tutti quanti, dai movimenti ai sindacati chiediamo la proroga degli sfratti , perché non farlo tutti insieme? La rivendicazione collettiva avrebbe più forza e andrebbe a incidere di più. Noi pensiamo a questa mobilitazione come il continuo di quella del 10 ottobre si allarga ad altri contenuti come ad esempio la carenza di alloggi popolari in Italia. Per noi dell’Unione Inquilini questo sta dentro a una ripresa di mobilitazione contro le politiche del governo e contro quelle imposte dalla BCE. Per questo sabato 27 staremo al No Monti day.

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