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Roma, continua l'attacco alle occupazioni. Unione Inquilini: "Comune è incapace di rispondere ai fabbisogni dei cittadini"
. Le occupazioni non arretrano ma a Roma, dopo lo sgombero del 7 dicembre di una palazzina a Settecamini, anche ieri diverse tra le palazzine occupate il 6 dicembre si sono ritrovate sotto attacco da parte delle forze dell'ordine.
Ad essere stata sgomberata e nonostante la resistenza degli occupanti è stata l'occupazione di Ponte di Nona.

"Tutti i ragazzi hanno partecipato al picchetto - dichiara un'occupante. - Eravamo a riposare e molti di noi si sono messi paura. Tra gli occupanti infatti c'erano bambini e donne incinte". Le famiglie mandate via hanno dichiarato anche di aver assistito per mano delle forze dell'ordine a un vero e proprio attacco agli oggetti personali e agli arredi degli appartamenti appena "arredati".

L'occupazione di Torrevecchia invece resite ancora anche grazie all'intervento dei movimenti che hanno raggiunto gli  occupanti per sostenerli, mentre un centinaio tra questi sono scappati sul tetto per protestare con slogan alla mano.

Non è mancata la presenza delle forze dell'ordine neanche davanti all'occupazione di viale delle Province, quella dei Blocchi Precari Metropolitani, ma anche davanti allo stabile abbandonato di viale Ostiense 124. In entrambe le realtà infatti le forze dell'ordine hanno fatto un blitz all'alba per poi sparire.

"L’Unione Inquilini - ha dichiarato Massimo Pasquini, Segretario Unione Inquilini Roma - esprime il proprio dissenso nei confronti dei tentativi in atto di sgombero. Si tratta con tutta evidenza dell’espressione massima, da parte del Comune, di incapacità a rispondere ai bisogni essenziali della città, trasformando le iniziative di lotta esclusivamente in questioni di ordine pubblico. A parte le passerelle da parte del sindaco e dei politici, in assemblee di inquilini con il solo scopo di sfruttarle elettoralmente la realtà è di fronte agli occhi di tutti e per il Comune di Roma è una realtà fallimentare". 

Le dichiarazioni del Segretario poggiano su verità e problematiche che richiederebbero politiche abitative adeguate per la loro stessa risoluzione.

Sappiamo infatti che da tre anni è impedita la possibilità di partecipare al bando comunale. Ogni anno nella Capitale sono 2500 le famiglie che vengono sfrattate con la forza pubblica.
Da 5 anni il sindaco Alemanno  parla di social housing, non solo, ma lo spaccia per case popolari nascondendo invece la sua vera origine: si tratta di un intervento privato con l’intento di sostenere la speculazione edilizia in nuove cementificazioni.
Anche sul contributo affitto la situazioen è allarmante: è di fatto azzerato.

"L’Unione Inquilini - continua il Segretario - ritiene che la precarietà abitativa vada affrontata con politiche strutturali e che in mancanza di queste bene fanno le famiglie ad aut organizzarsi e occupare immobili sfitti, la cui presenza è uno sberleffo a decine di migliaia di cittadini. Il Comune è responsabile dell’aggravamento della precarietà abitativa nel comune di Roma, e a poco serve spostare tutta l’attenzione sull’ordine pubblico. Non è neanche il momento di tavoli di trattativa tutti sappiamo tutto - concliude - tutti sappiamo quale è la situazione, tutti sappiamo cosa si deve fare, se il Comune è in grado lo faccia altrimenti si faccia subito da parte si tratta di igiene politica".

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