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Sfratti, governo vara proroga vergognosa: limitata a quelli per finita locazione e ai soli primi 6 mesi dell'anno

Stagione calda, caldissima in Italia per il diritto alla casa.
Non è passata inosservata la campagna “Abbassare gli affitti per bloccare gli sfratti”, avviata nel mese di ottobre in più di cento città italiane, e che ha visto uniti i sindacati del diritto all’abitare, Unione Inquilini, Sicet, Uniat e Sunia, per chiedere la proroga degli sfratti a fine 2013.

I dati forniti dal Ministro dell’Interno e già noti restano cifre preoccupanti a livello nazionale: si attestano intorno alle 65.000 sentenze di sfratto l’anno, un’emergenza nazionale, di cui quasi 56.000 per morosità, 124.000 richieste di esecuzione con l’Ufficiale Giudiziario, quasi 30.000 interventi di sfratto con la forza pubblica. 220.000 nuovi sfratti sono attesi nei prossimi tre anni. Sul quotidiano invece riportiamo circa 140 sfratti al giorno subiti dai nuclei con i redditi più bassi e che, a specificarla con precisione, dovrebbero passare da uno sfratto alla casa popolare. Questo tuttavia non accade perché i comuni oggi hanno 650.000 domande di alloggio popolare inevase: non sono difatti in grado di rispondere a questo fabbisogno essenziale sociale.

Insomma davanti a quest'emergenza nazionale le richieste dei sindacati del diritto all’abitare al governo erano due e chiare: la proroga degli sfratti al 2013 e l'estensione anche alla morosità incolpevole.

In questi giorni dal Governo e dal Senato è arrivata quella che “loro” hanno definito proroga: secondo l’emendamento art.2 bis comma 23 è prorogato il termine per gli sfratti previsto dall’art.1 comma 1 del ddl 20 ottobre n°158, convertito con modificazioni dalla legge 18 dicembre 2008 n°199. Conseguentemente nella tabella A, voce “Ministero dell’economia e delle finanze”, sostituire l’importo “42.940” relativo all’anno 2014 con il seguente: “39.950”.

“Il governo Monti – dichiara Walter De Cesaris, Segretario dell’Unione Inquilini - riesce a fare peggio di quello Berlusconi. In soldoni nella legge di stabilità è stata varata una proroga dell’esecuzione degli sfratti, ma con doppio limite: viene limitata agli sfratti per finita locazione e ai soli primi 6 mesi dell’anno invece che per tutto il 2013, precedentemente almeno era per tutto l’anno. Si tratta di una vera vergogna”.

E non sono pochi i quesiti che, in merito, pone il Segretario: “Perché limitare la proroga a 6 mesi? Quali misure ha messo in campo il governo per fare in modo che si pensi sensatamente che a giugno si possa intervenire in maniera strutturale, garantendo a chi ne ha il diritto il passaggio da casa a casa?”
Ad acuire il malcontento e la preoccupazione di De Cesaris si presenta anche un’altra costatazione: “Manca un piano straordinario per mettere in condizione di ristrutturare quelle decine di migliaia di alloggi pubblici oggi vuoti perché dichiarati inagibili – aggiunge De Cesaris. - Da tecnici ci si aspetterebbe almeno un minimo di serietà. Invece c’è solo crudeltà sociale nei confronti dei più deboli”.

Ma quali sono le conseguenze di una mancata proroga degli sfratti alla morosità incolpevole?
Una domanda fin troppo facile, ma non si può tralasciare perché nella risposta continuiamo a trovare la conferma di quanto il governo non dia mai risposte che favoriscano i cittadini in difficoltà.
“Vuol dire chiudere gli occhi di fronte alla realtà dei fatti e lasciare una bomba ad orologeria nel cuore delle città – risponde il Segretario dell’Unione Inquilini”.

E comunque la battaglia dei sindacati del diritto all’abitare non si arresta, anzi.
“Rilanceremo l’iniziativa “sfratti zero” in tutta Italia – aggiunge De Cesaris - picchetti anti sfratto ovunque si voglia eseguire uno sfratto ai danni di un nucleo che ha diritto a una casa popolare o possiede una delle condizioni previste dalla legislazione attuale (anziani, portatori di handicap, malati terminali) oppure rimane senza reddito a causa della crisi per disoccupazione o cassa integrazione.”

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