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SPECIALE/IL 2012 DEL SOCIALE - Welfare, un anno deludente. Ecco cosa si è fatto (e cosa non si è fatto)
Redattore Sociale ha selezionato 10 aree del welfare tra più dense di avvenimenti nel corso dell’anno: fondi sociali, povertà estreme, immigrazione, disabilità e non autosufficienza, volontariato e terzo settore, senza dimora, carcere e Opg, servizio civile, rom, gioco d’azzardo. 
 
Ne emerge un quadro deludente, con alcune cose fatte, ma con un numero ben più alto di cose non fatte o rimaste in sospeso. Investite dalla crisi, le politiche sociali italiane hanno rivelato tutta la loro fragilità, con un sistema di erogazioni monetarie spesso inefficaci, una progressiva riduzione dei servizi pubblici di assistenza (già tra i più scarsi per numero in Europa), con le famiglie sempre più impoverite che non riescono a esercitare il loro tradizionale ruolo di supplenza, con una fascia di indigenti in crescita allarmante.

Fondi sociali, magro bottino: i tecnici non fanno il miracolo
Era iniziato all’insegna della speranza e dell’ottimismo. Il 2012 del sociale invece ha portato con sé una grande delusione, ancor più cocente quanto più l’avvento di una nuova stagione politica, quella del governo tecnico, aveva dodici mesi fa autorizzato a sperare in una forte inversione di tendenza rispetto all’impegno statale nel settore delle Politiche sociali. L’inversione c’è stata, ma debole. I pochi fondi stanziati in extremis nella legge di stabilità (circa 600 milioni fra Fondo Politiche sociali e non autosufficienza, con qualche incognita su quest’ultimo), pur segnando un punto a favore, migliorano solo in parte un quadro estremamente difficile che si riverbera ora interamente sul 2013.

Indigenti in forte crescita (con 50 mila senza dimora) e nessuna risposta strutturale
Il 2012, più dei tre anni precedenti, è stato caratterizzato da numerosi rapporti sulla crisi economica attraversata dagli italiani. L’erosione del risparmio e del potere d’acquisto delle famiglie ne sono stati gli elementi ricorrenti, insieme a un dato allarmante e ormai incontrovertibile: l’impoverimento progressivo del “ceto medio” e l’aggravamento delle povertà estreme e “persistenti”. Nessuna risposta strutturale è stata impostata nell’anno, mentre si sono consolidati solo tre strumenti marginali (di cui uno privato): il Fondo nuovi nati, il prestito della speranza della Cei e la social card vecchia e nuova.
E’ stato anche l’anno del primo dei senza dimora realizzato da Istat, ministero del Welfare, Caritas e Fiopsd. Oltre 50 mila le persone in strada e molti stereotipi demoliti sulla figura del “barbone”.

Una sanatoria… per colf, una condanna e un’occasione persa
Il 2012 dell’immigrazione è stato caratterizzato dalla nuova regolarizzazione di cui hanno fruito meno di 150 mila persone: quattro su cinque hanno dichiarato di svolgere lavori domestici, un dato anomalo dovuto secondo gli esperti solo al fatto che il costo della pratica era inferiore. E’ stato poi l’anno della condanna all’Italia dalla Corte di Strasburgo per i respingimenti dei migranti in Libia, mentre il paese affrontava l’accoglienza dei profughi dovuta alla cosiddetta emergenza nord Africa.
E nell’anno in cui tutte le statistiche hanno concordato su una stabilizzazione del numero di immigrati, con un grande assestamento in corso ed è stato allungato a un anno il tempo per trovare lavoro senza perdere il permesso di soggiorno (la Bossi-Fini prevedeva 6 mesi alimentando la macchina degli irregolari), la grande occasione persa si chiama legge sulla cittadinanza: resta in vigore la norma basata sullo “ius sanguinis”, che concede di essere italiano solo ai figli di italiani e esclude chi è nato qui da genitori stranieri. Nulla di fatto anche per il diritto di voto. Le iniziative di “L’Italia sono anch’io”, Unicef, Anci.

“Caccia al falso invalido” e “guerra tra poveri”. Ma anche tanto protagonismo dei disabili
I 250 mila nuovi accertamenti straordinari Inps per “stanare i falsi invalidi”, controlli visti da molti come pure “persecuzioni. Le stangate della legge di stabilità a pensioni d’invalidità e legge 104, poi ritirate. La battaglia sul fondo per la non autosufficienza e gli “scioperi” dei malati di Sla. Questi gli eventi maggiormente coperti dai media nel 2012. Una visibilità, però, frutto anche di un sempre maggiore attivismo delle associazioni e delle famiglie di disabili. Tra le altre notizie, l’aumento degli alunni e dei ricorsi per l’integrazione scolastica, il lavoro che torna lievemente a crescere, il successo delle Paralimpiadi. Ma restano sospesi i Lea e il riconoscimento dei “caregivers”.

Chiusure, promesse e casse vuote. Un anno amaro per il non profit
Dalla mancata stabilizzazione del 5 per mille, alla chiusura dell’Agenzia per le onlus; dalla minaccia dell’aumento dell’Iva per le cooperative (slittata al 2014), alla cooperazione internazionale senza soldi. Un bilancio magro per il terzo settore e il volontariato. Con due conferenze nazionali cariche di promesse ma di poche cose concrete.

Dal sovraffollamento al lavoro: dietro le sbarre i problemi di sempre. Opg, incertezza sul dopo
Quasi nessun effetto dal decreto “svuota carceri”, mentre la legge sulle misure alternative si è arenata e la legge sul lavoro ha esaurito il budget. I problemi della detenzione nel 2012 sono rimasti sostanzialmente gli stessi, tanto che Antigone ha intitolato il suo tradizionale rapporto “Senza dignità”. Intanto, a tre mesi dalla chiusura prevista per legge, regna l’incertezza sulla sorte dei 6 ospedali psichiatrici giudiziari italiani: dove finiranno i quasi 1.400 internati, un terzo dei quali considerati “dimissibili”?

Dal “Piano nomadi” a quello del governo: la rivoluzione mancata
Inaugurato dalla Strategia nazionale d’inclusione, l’anno sarà ricordato anche per il ricorso del governo Monti contro l’annullamento dello stato di emergenza voluto dall’ex ministro Maroni e per i richiami internazionali sulle cattive condizioni di vita dei rom in Italia.
E mentre gli sgomberi e i trasferimenti senza consultazioni sono proseguiti, è spuntata anche qualche buona notizia, come la crescita degli alunni rom, e una fondazione per sostenere il lavoro.

L’anno del decreto anti slot e ludopatie, mentre comuni e gestori fanno da sé
Nell’ennesimo anno record, con proiezioni che parlano di 103 miliardi giocati in Italia, il “Decreto Balduzzi” ha posto i primi divieti alla diffusione delle slot machine e per la cura delle dipendenze da azzardo. Nel frattempo campagne di prevenzione promosse da un cartello di associazioni e iniziative di enti locali tentano di limitare le derive sociali. Ma la lobby dei giochi resta fortissima e la battaglia è appena iniziata.
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