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Casa, le occupazioni non arretrano di fronte agli sgomberi. Lunedì 10 dicembre ore 17,00 assemblea in Campidoglio
A Roma l'emergenza abitativa in questi giorni si sta rivelando con forza e arriva all'opinione pubblica grazie alle battaglie e alla scesa in piazza dei protagonisti del disagio abitativo e dei movimenti e sindacati inquilini che li sostengono e guidano.

La precarietà nel settore casa difatti diventa sempre più un problema che pone i cittadini stessi a cercare soluzioni alternative alla speculazione immobiliare.
Sono dunque giorni caldi su vari settori della casa: si manisfesta per l'abbassamento degli affitti e il blocco degli sfratti, per le case popolari a cui la Regione non ha consegnato 45.000.000 di euro per la loro manutenzione, per il mancato interesse da parte dell'Ater di presentare un progetto per ottenere questi soldi.
Si manifesta perché, non meno importante, il governo ha escluso dal decreto Crescita l'emendamento sulla vendita agevolata delle case degli Enti. Ma non è tutto.

La scena romana oggi non può non essere data ai dieci stabili che ieri sono stati occupati in differenti zone della capitale: si parte dal centro con via delle Province, fino a raggiungere Trastevere, Ostiense, Anagnina, Ponte di Nona, Torrevecchia, Settecamini... Tutti stabili vuoti perché sappiamo bene che non è la mancanza di case il problema della precarietà abitativa, ma la numerosità di stabili vuoti e chiusi che, se destinati a chi ne ha bisogno, potrebbero avviare una risoluzione reale della questione. 

I movimenti del diritto all'abitare protagonisti di questa sequela di occupazioni sono stati Action, i Blocchi Precari Metropolitani e il Coordinamento Cittadino di Lotta per la casa.
I primi attivi nell'occupare un alloggio di Ponte di Nona.
I Blocchi Precari Metropolitani, invece, si sono interessati dell'occupazione del palazzo dell'Inps sito in viale delle Province e di un albergo, invece, in via Prenestina.
Il Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa con più di 400 persone ha occupato l'ex clinica Valle Fiorita, in via di Torrevecchia.
Accanto a queste realtà vanno ricordati anche gli studenti che non sono rimasti a guardare e dopo il corteo che da Piramide li ha visti protagonisti nelle strade della capitale, in modo simbolico hanno deciso di occupare in via Induno uno spazio abbandonato, vicino al Ministero della Pubblica Istruzione.

Ma questa mattina la forza pubblica è già scesa in strada e ha operato per sgomberare i 40 alloggi di ieri occupati sulla via Tiburtina.
La tappa seguente sarebbe stata in via Prenestina ma, va detto, che è stato un mancato successo. Gli occupanti infatti e a centinaia sono saliti sul tetto per impedire lo sgombero dell'albergo.
E mentre un'occupazione su sette è stata dunque sgomberata i movimenti rispondono senza arretrare, ma lanciando, così come già hanno fatto ieri, un'assemblea convocata per lunedì 10 dicembre alle ore 17,00 in Campidoglio. 

"Il tema “riprendiamoci la città” che campeggia su ogni occupazione - scirvono i movimenti del diritto all'abitare -vuole essere il cuore di questo percorso e parlare con le decine di mobilitazioni che in ogni territorio provano a far prevalere la sovranità dei e delle residenti contro gli interessi della rendita e della speculazione immobiliare. Anche le delibere che stanno per andare in discussione in Campidoglio devono essere oggetto della nostra attenzione e della nostra opposizione. Così come ci aspettiamo che la stessa cosa avvenga in aula consiliare dove si dovranno decidere le sorti urbanistiche di Roma già fortemente compromesse dall’ultimo Prg. Abbiamo deciso di accettare la proposta di incontro che ci è arrivata dal presidente dell’Acer Batelli. Questo passaggio si terrà lunedì mattina e rappresenta la necessità per questa città che le questioni di ordine sociale, prima fra tutte quella abitativa, non vanno risolte con i manganelli".

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