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Case popolari: la Regione Lazio non finanzia la loro manutenzione, ma regala 60 milioni di euro ai palazzinari"
Mentre l'emergenza abitativa continua a presentare il suo "volto" drammatico e, a confermarla, ribadiamo non solo la lotta dei sindacati inquilini per il blocco degli sfratti, ma, come abbiamo visto in questi ultimi giorni anche il tema della vendita degli enti pubblici privatizzati che lascia adito a varie perplessità, non possiamo non passare in rassegna anche la questione del blocco dei bandi per l'assegnazione della casa popolare, argomento su cui torneremo nei prossimi giorni.
Se è vero infatti che il 25 ottobre 2012 è stato approvato il decreto n. 302 sull'"Approvazione condizioni di priorità per l'atribuzione dei punteggi per l'indizione del bando pubblico generale per l'assegnazione in locazione di alloggi in Edilizia Residenziale Pubblica", va altresì specificato che il bando non è ancora pubblico.

Ma sulle questione "case popolari" c'è anche dell'altro ad acuire la drammaticità del tema: per la loro manutenzione la Regione non manda finanziamenti e la noncuranza dell'Ater - Azienda Territoriale di Edilizia Pubblica - porovca un disfacimento materiale e ideale intollerabile delle stesse case popolari. Intollerabile perché a soffrirne sono le decine di migliaia di inquilini.

Prima della noncuranza dell'Ater va precisato infatti che la Regione Lazio mette a disposizione ben sessanta milioni di euro ai palazzinari. Soldi detinati alla costruzione di case in ''housing sociale'', vale adire abitazioni che i privati sceglieranno di affittare a canoni elevati come vorranno, a chi vorranno, senza che esistano Bandi pubblici d’assegnazione.

Poi ci sono altri quarantacinque milioni di euro che la Regione trattiene illegalmente e che invece dovrebbero essere destinati all'Ater di Roma per le manutenzioni e le ristrutturazioni.

L'Ater non fa nulla per averli. Ma si è preoccupata, invece, di nominare un direttore generale che non conosce le case popolari: non si tratta di un tecnico né di un professionista. E' tuttavia vicino alla Polverini, a chi ha trasformato l’ATER in un affare privato da cui spremere soldi e favori in una logica clientelare.

Un presidio domani sotto la sede dell'Ater roma per contrastare i mancati finanziamenti della Regione e l'indifferenza dell'Ater, fatti che contribuiscono, con evidenza, al peggioramento dell'emergenza abitativa.
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