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Vendita agevolata per le case degli enti. Sarà fuori dal decreto crescita?
Ne abbiamo parlato questa mattina del nuovo emendamento per le case degli enti approvato in commissione al Senato da pochi giorni nel decreto "Crescita", ma a quanto pare non bastano le perplessità per la seconda parte dell'emendamento che, come chiarisce il testo stesso, "prevede modalità di vendita e di locazione in modo da permettere, in presenza dei necessari requisiti, riduzioni del prezzo di vendita finale e canone di affitto sostenibili a favore delle famiglie, delle persone anziane e singole a basso reddito o con comprovata difficoltà finanziaria".

A far discutere sull'argomento oggi è il Ministro del Lavoro. "A peggiorare la situazione - dichiara Walter De Cesaris, Segretario Nazionale dell'Unione Inquilini - sono i rumors per i quali Elsa Fornero, il Ministro del Lavoro, vorrebbe escludere proprio questo emendamento dal maxi emendamento al decreto crescita/sviluppo sul quale sarà apposta la fiducia".

Come dire? Sembra che per il Ministro del Lavoro finiscano nel dimenticatoio tutti i mesi che gli inquilini degli enti previdenziali hanno trascorso attivandosi con diverse mobilitazioni. Sembra finisca nel dimenticatoio anche che quest'emandamento, presentato da senatori del pd e del pdl, è stata la prima risposta concreta consegnata in primis alle 10.000 famiglie romane, parliamo in questo caso di quelle degli enti previdenziali pubblici, che ormai da diversi anni sono stand by perché in attesa della ripresa delle dismissioni alle stesse condizioni di quelle già avvenute. 

"Vogliamo augurarci - prosegue De Casaris - che il Ministro del Lavoro voglia recedere dalla ventilata volontà/decisione di non inserire nel maxi emendamento, sul quale apporre la fiducia al decreto "crescita", l'emendamento approvato in commissione. Sarebbe l'ennesima riprova - continua il Segretario Nazionale - che questo governo è zerbino delle sole volontà delle banche e della finanza mentre fa continue prove muscolari nei confronti dei cittadini e si contrappone addirittura al parlamento in occasione di emendamenti approvati che aprono spiragli di concrete risposte a problemi effettivi".

alla luce di questa giornata l'Unione Inquilini fa appello a tutti i gruppi parlamentari del Senato, perché riaffermino la volontà di inserimento, anche nel maxi emendamento, dell'emendamento che fa riferimento alle dismissioni degli enti previdenziali pubblici e privati."

Sulla faccenda prende parola anche il Segretario dell'Unione Inquilini Roma. "Le pressioni sul governo - dichiara Massimo Pasquini - sono così forti da pretendere un atto inaccettabile dal punto di vista della democrazia parlamentare: un voto di fiducia sul decreto sviluppo in cui presentare un maxi emendamento differente dal testo votato dalla commissione parlamentare. Insomma - aggiunge Pasquini - è in atto un golpe per cancellare le norme introdotte sul patrimonio abitativo degli enti previdenziali pubblici e privatizzati. Si tratta di un emendamento che per gli enti previdenziali pubblici chiede semplicemente il rispetto della legge 410 del 2001 - continua - sullla cui base governo e parlamento hanno già deliberato le procedure di alienazione degli alloggi e che è tutt'oggi disattesa, dopo il clamoroso fallimento delle cartolarizzazioni. Per gli enti privatizzati, non si fa altro che introdurre timidamente alcuni principi generali di tutela delle fasce deboli, delegando il governo a varare entro 60 giorni un decreto attuativo, tra l'altro tenendo conto degli equilibri finanziari degli enti. Se le pressioni delle lobbies e degli interessi avessero davvero il sopravvento sarebbe gravissimo. Dopo le fughe in avanti del Ministro Riccardi, saremmo ad una ritirata vergognosa. Si chiarirebbe veramente che il cuore di questo governo - ammette Pasquini - non batte a favore dei ceti iù deboli ed esposti alla crisi ma a favore di lobbies e poteri e per gli affari dei fondi immobiliari. Chiediamo con forza che il volere del Parlamento venga rispettato e - conclude - chiediamo ai gruppi di non votare la fiducia al governo nel caso che il maxi emendamento non rispondesse al testo votato dalla commissione parlamentare."
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