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Stabilità. Caritas: ''Il governo spieghi l’assenza del reddito minimo''

Positivo lo stanziamento di 5 milioni di euro sul Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti nella legge di stabilità, ma l’assenza del Sostegno per l’inclusione attiva è “drammatica” . È questo il parere di Francesco Marsico, vicedirettore di Caritas italiana sul testo presentato ieri dal presidente del Consiglio, Enrico Letta a Palazzo Chigi. Un primo testo della legge che, secondo Marsico, porta alcune buone notizie, ma anche la delusione di chi aveva dato ormai per certo l’avvio di un reddito minimo all’italiana. “Abbiamo visto con interesse la prosecuzione della Social card con questa formula che inserisce i cittadini immigrati lungosoggiornanti e i cittadini comunitari – ha spiegato Marsico -, superando una limitazione insostenibile sul piano delle politiche sociali. Positiva anche la notizia che ci sono 5 milioni di euro sul fondo aiuti alimentari che sono purtroppo l’unico pezzo universalistico delle politiche sociali in Italia”. Per Marsico, sebbene sia “parzialissimo finanziamento”, si tratta comunque di un intervento “che va salutato con attenzione” perché in controtendenza rispetto alla sospensione degli aiuti alimentari di matrice europea”.

Buone nuove che però non cancellano l’amarezza di non aver visto riconosciuto il lavoro svolto negli ultimi mesi per la promozione di un reddito minimo, che ha visto la Caritas affiancare le Acli nel mettere a punto una proposta di Reddito d’inclusione sociale valutata, insieme ad altre, dal gruppo di lavoro istituito dalla viceministra Maria Cecilia Guerra presso il ministero del Welfare. “Drammatica l’assenza di ciò che il ministro Giovannini aveva annunciato – ha spiegato Marsico -. Cioè il Sia, Sostegno per l’inclusione attiva . Un annuncio che aveva suscitato notevoli speranze rispetto alla costruzione di un modello di welfare di stampo europeo che ad oggi sembrano essere speranze che non si realizzeranno. Su questo sarebbe importante che durante il dibattito in Parlamento ci sia una spiegazione, fosse anche di tipo finanziario, ma lasciar cadere il progetto senza nessun tipo di spiegazione è obiettivamente problematico”. Per Marsico, la mancata introduzione della misura “ è stata una sorpresa perché ci sono stati almeno tre annunci da parte del ministro Giovannini e tutti noi ci chiedevano della capacità di reperire risorse finanziarie su questo tema che, in questa fase, rappresenta un aumento della spesa. Ora vogliamo una spiegazione e sapere se è un obiettivo rinviato per quest’anno, oppure non è più un obiettivo del governo”.(ga)

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