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In allarme gli assistenti sociali: "Poveri lasciati soli. Sostegno all'infanzia e all'adolescenza"
"In un periodo di grave crisi economica e sociale come quella che stiamo vivendo oggi in Italia, con oltre 4,8 milioni di poveri secondo i dati Istat appena resi noti è necessario cambiare radicalmente le politiche sociali a favore dei soggetti più deboli, per non compromettere il capitale umano e sociale del nostro Paese".

Ad affermarlo è Edda Samory, il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli assistenti sociali, che tra le altre ricorda anche le parole del ministro Giovannini sul sostegno al reddito e guerra alla povertà.

"Coincidono con quanto l’Ordine degli assistenti sociali va affermando da sempre, e con quanto Lorena Rambaudi, assessore alle Politiche sociali della Regione Liguria, ha condiviso con l’Ordine nazionale in seguito alla Conferenza Stato-Regioni sugli stessi temi. Non ci si può fermare ai 900 milioni previsti nella legge di stabilità - continua Samory- perché i nuovi poveri necessitano di politiche più forti di sostegno e di integrazione sociale. Servono più risorse, ma soprattutto serve una maggiore programmazione degli interventi sul territorio per ottimizzare le risorse disponibili. Distribuire risorse a pioggia, come per esempio nel progetto della Social Card, è retaggio di una politica assistenziale che non costruisce per il futuro, e anzi può avere degli effetti opposti alle intenzioni".

"Per rendere realmente indipendenti e autosufficienti le famiglie oggi in difficoltà abbiamo bisogno di politiche di intervento mirato, basate su progetti concreti di sostegno individuale e famigliare. Serve inoltre attivare un monitoraggio costante degli interventi per sostenere e, nel caso, ridefinire passo dopo passo il progetto di inclusione sociale ed economica dei cittadini in difficoltà, compito e obiettivo primario del Servizio sociale professionale", continua Samory.

"Il Sia, sostegno per l’inclusione attiva, può essere un utile strumento -spiega Samory- di nuova progettazione degli interventi di Servizio sociale. L’Ordine degli assistenti sociali auspica quindi con favore il suo avvio fin dalla legge di stabilità per il 2014 e ribadisce la sua piena disponibilità a collaborare con il ministero e con le altre istituzioni, fin dalla fase progettuale, per trovare l’organizzazione più efficace del Servizio e per dare maggiore concretezza alle azioni di inclusione sociale e di lotta alla povertà".

"Non bisogna poi, per nessun motivo - conclude - trascurare il sostegno all’infanzia e all’adolescenza. E invece vediamo che la legge di stabilità prevede ulteriori tagli al fondo nazionale dedicato. Tagli che rischiano di rendere ancora più difficile la vita delle famiglie e che, come assistenti sociali, non possiamo non denunciare".

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