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Determinazione e forza, le carte vincenti del corteo di oggi. Prosegue l'intensa stagione di lotte
Si è conclusa la manifestazione, di cui abbiamo seguito la diretta, con grande soddisfazione da parte degli organizzatori e non solo. Conclusa è forse il termine meno adatto, visto che la giornata di oggi, insieme a quella di ieri e del 12 ottobre hanno aperto una stagione all'insegna della lotta e del conflitto contro l'austerità e dal momento che Porta Pia, meta finale della manifestazione di oggi, adesso è assediata: decine di tende, infatti sono lì, e " "La lotta non finisce. Al via l'accampata sociale - dichiarano gli organizzatori del corteo di lotta per la casa - La manifestazione di oggi - aggiungono dagli altoparlanti - costituisce la base per altre lotte sociali, di difesa del diritto alla casa e del lavoro. la lotta comincia da qui".

Circa 60.000 persone oggi sfilavano per le strade di questo corteo. Un grande numero per una grande manifestazione.
Il silenzio dei media, la poca cura verso questa giornata, e il tentativo di pochi mesi fa di creare terrore intorno a questa mobilitazione, si sono dunque risolti in un nulla di fatto perché a vincere è stata "la piazza". Qualche momento di tensione provocato da un gruppo di incappucciati, dodici dei quali sono stati fermati, non è bastato, infatti e va detto, ridetto e sottolienato, a mettere a repenetaglio l'obiettivo, l'esito e il percorso di questo corteo e la tranquillità di quanti a partire da Usb, i movimenti del diritto all'abitare, immigrati, No Tav, No Muos, lavoratori, militanti di Rifondazione, autonomi e altri, erano in piazza determinati e fieri di lottare contro l'austerità, per il diritto alla casa.

Il passaggio davanti alla sede di Casa Pound ha consentito l'incontro con i suoi militianti che invece sarebbero stati lì sotto con tanto di manganelli e caschetti. Le guardie hanno sì fatto da cuscinetto, facendoli indietreggiare, ma c'è da domandarsi, ancora, Perché si permette di scendere in strada in questo modo? Armati di caschi e manganelli?

E noi che abbiamo seguito il corteo dall'inizio alla fine di questa giornata, a caldo, vogliamo ricordare la partecipazione dei No Tav, che dal Piemonte hanno raggiunto piazza San Giovanni e le parole di un loro esponente: "Ci vogliono delegittimare, addirittura con accuse di terrorismo - dice Mimmo - ma non ci convinceranno mai a chiuderci in casa. Noi siamo qui con la nostra faccia. Noi non abbiamo paura. I violenti non siamo noi. Qualche suo collega, in valle, lo e' stato. Vada a chiederglielo".

Ci piace tornare sulla presenza di Erri De Luca, in piazza accanto "ai suoi No Tav", quelli che difende, ce lo ha detto con piglio certo in un'intervista, e vogliamo così lasciarvi le sue parole. "Sono qui come cittadino libero - ci ha detto Erri De Luca - sono sempre con i no Tav, al fianco dei bisogni dei cittadini. Una manifestazione fiume sta diventando, piena di nuovi giovani e cittadini". Erri De Luca è soddisafatto, anche lui.

Ci sembra importante ricordare la voce dei Movimenti del Diritto all'abitare, in capo al corteo, con in pugno la loro lotta in slogan evocativi e necessari: "Occupiamo tutto", "La casa diritto di tutti". La determinazione di Paolo Di Vetta, dei blocchi Precari Metropolitani: "Assedieremo il Ministero dell'Economia, la Cassa Depositi e Prestiti, il ministero delle infrastruttureSapremo come riversare la nostra rabbia dopo averla organizzata. Non finisce oggi e non finisce qui", ci ha detto oggi, e infatti adesso sono già lì con le tende ad assediare Porta Pia.
Detto, fatto.

Un passaggio doverso sulla soddisafazione dell'Usb. ''Siamo soddisfatti dei risultati della due giorni di mobilitazione - dichiara l'Usb - che ha visto nella giornata di ieri la piena riuscita della manifestazione nazionale e dello sciopero generale contro l'austerity.  Roma non è stata messa a 'ferro e fuoco', come taluni annunciavano, e forse si auguravano, ma è stata attraversata da un corteo forte e determinato, che ha mantenuto il percorso stabilito concludendosi in piazzale di Porta Pia, dove ora e' in corso un'assemblea pubblica. La parola - continua - e' ora al governo, al quale chiediamo risposte certe sulle richieste avanzate dall'intero movimento per il diritto all'abitare e dall'Usb. A questo punto e' chiaro che la forza e la determinazione dimostrata dall'Usb e dal sindacalismo indipendente dimostrano che l'alternativa sindacale e sociale e' reale ed e' credibile".

Al corteo non è mancata la presenza dei militandi Rifondazione Comunista e del loro Segretario. "La notizia vera della manifestazione di oggi pomeriggio a cui ho partecipato con i compagni e le compagne di Rifondazione Comunista - dichiara Paolo Ferrero, segretario Nazionale di Rifondaizone Comunista - non sono gli scontri – del tutto marginali e messi in atto da poche decine di persone – ma la grande partecipazione alla manifestazione odierna contro l'austerità. Oltre 50.000 persone, in larga parte giovani, esponenti di realtà di lotta, occupanti di case, hanno dato vita ad un corteo contro le politiche di austerità italiane ed europee. Il governo - conclude - non può nascondersi dietro qualche cassonetto bruciato e una vetrina sfondata: deve rispondere alla richiesta di abbandonare le politiche di austerità e dare risposte ad una generazione a cui non viene proposto nulla di nulla". 

Una giornata quella di oggi che, insieme a quella del 12 e a quella di ieri sembra aprire dunque una lunga e importante stagione di lotte in cui l'alternativa sindacale e sociale, proprio oggi hanno dimostrato di essere reale, credibili e così fortemente possibili.
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