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#changetheway, domani studenti in piazza contro le politiche europee sulla scuola
Unione degli universitari e Rete degli studenti saranno in piazza domani, giornata mondiale per il diritto allo studio, con lo slogan '''Change the way' per chiedere un inversione di marcia delle politiche italiane ed europee su scuola e universita'''. Le organizzazioni studentesche sottolineano in una nota che ''fatti come la chiusura dell'Universita' di Atene non devono avere giustificazione nell'Europa della conoscenza verso cui vogliamo andare: le politiche di austerity non hanno funzionato, e' ora di cambiare''. L'appuntamento a Roma e' alle 9 in piazza della Repubblica.

Giornata europea contro le politiche europee
''Per questo - spiegano - allo slogan 'Change the way' aderiscono altre organizzazioni studentesche universitarie che, come noi, chiedono un'inversione di marcia su scuola e universita': Unioni degli Universitari di Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia e Svizzera con noi per il diritto allo studio. Crediamo in un'Europa diversa e noi vogliamo costruirla''. ''Le politiche di austerity europee hanno portato ad un impoverimento diffuso dell'istruzione in Europa: l'accesso e il diritto allo studio, infatti, in molti Paesi come il nostro non sono garantiti. - afferma Gianluca Scuccimarra Coordinatore dell'Unione degli Universitari - E' necessaria un'inversione di marcia che vada verso un'Europa basata su un' economia della conoscenza, in cui le Universita' non chiudono!''. "Le politiche di austerity europee hanno portato a un impoverimento diffuso dell'istruzione in Europa", incalza Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell'Unione degli Universitari, "l'accesso e il diritto allo studio in molti Paesi come il nostro non sono garantiti. E' necessaria un'inversione di marcia che vada verso un'Europa basata su un'economia della conoscenza, in cui le universita' non chiudono". Gli fa eco Daniele Lanni, della Rete studenti Medi:"L'istruzione in questi anni e' stata considerata un luogo da cui tagliare risorse e non, al contrario, il luogo dove crearne di nuove. Le politiche europee e italiane di austerity hanno peggiorato una situazione gia' precaria. Invertire marcia significa ridare all'istruzione un ruolo centrale nella crescita dell'Italia e dell'Europa tutta. Domani saremo in piazza per chiedere un'Europa fatta da e per studenti, un'Europa della conoscenza, un'Europa che pone al centro delle sue priorita' le giovani generazioni e la scuola".

Province rase al suolo,la denuncia dei Cobas
Un recente studio della Commissione europea dimostra che tra i 27 l'Italia è il Paese che ha ridotto di più i bilanci del settore istruzione: -10,4% tra il 2010 e il 2012. I fondi destinati alla istruzione nel 2013 subiranno ulteriori tagli ai quali aggiungere le conseguenze negative in materia di edilizia scolastica derivanti dallo smantellamento delle Province che per anni si sono occupati della manutenzione degli edifici.

A giugno è stato sottoscritto un accordo dall'Upi, l'Unione delle Province d'Italia, e dall'Anp, l'Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola con il risultato che la manutenzione di circa 5.500 edifici scolastici delle scuole medie superiori sarà scaricata, come le stesse utenze sui bilanci sulle scuole.

“A pagare saranno le famiglie degli studenti\sse alle quali vengono richiesti sempre più spesso contributi "volontari" – scrivono i Cobas in un comunicato - per ricevere servizi che dovrebbero essere gratuiti. Le scuole, a loro volta, alle prese con un risicato budget non sono nelle condizioni di assicurare la manutenzione e la messa a norma degli edifici per lo più non a norma con le norme antisismiche. Scuole fatiscenti, laboratori inesistenti sono alla base di una offerta formativa sempre più carente che è alla base del crescente abbandono scolastico”.

Secondo i calcoli dei Cobas del pubblico impiego, dal 2008 al 2012 le Province hanno destinato alle funzioni per le scuole più di 10,4 miliardi di eurodi cui oltre 8 miliardi per il funzionamento delle scuole e 2,4 miliardi per investimenti in nuovi edifici, messa in sicurezza, interventi strutturali. Nello stesso periodo i fondi messi a disposizione dai Governi sono pari a zero euro. “Chi smantella le province colpisce anche l'istruzione”,concludono i Cobas.

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