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A Torino decine di migliaia di cittadini scesi in piazza contro la giunta Cota per difendere il welfare
“In gioco c'è il Piemonte: difendiamolo dalla giunta Cota”: questo lo slogan della giornata di protesta indetta dai sindacati regionali piemontesi per evidenziare la gravissima situazione che colpisce i settori della sanità, dell'assistenza, della casa, dei trasporti, della formazione.

Gli effetti del taglio del 30% sul trasporto locale, del 10% sul personale sanitario, più in generale nel sistema socio-assistenziale porteranno a migliaia di posti di lavoro in meno, in una regione colpita da una profondissima crisi industriale con 100mila persone in cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga, sulle quali vivono prospettive di forte incertezza. Il Piemonte è la prima regione del Nord per tasso di disoccupazione e la seconda d'Italia per utilizzo di ammortizzatori sociali.

Una serie di indicatori economici e sociali testimoniano la crisi in atto. Molti pensionati sono al limite della sopravvivenza, c’è chi si cura di meno, chi non s’iscrive a scuola, aumenta la dispersione scolastica, s’ingrossano le fila delle persone che chiedono aiuto, crollano l’erogazione del credito alle imprese, per il diritto allo studio, gli investimenti in formazione, aumentano gli sfratti. I problemi premono, la giunta non risponde.

Oggi la piazza ha risposto ai tagli della Regione: decine di migliaia di persone tra cittadini, lavoratori, pensionati hanno sfilato a Torino in corteo dalla stazione di Porta Susa fino in Piazza Castello per dire no a una situazione sociale ed economica che in Piemonte sta diventando insostenibile.

Per tutta la giornata si sono fermati i lavoratori e le lavoratrici del terzo settore, della sanità pubblica, privata e della cooperazione sociale, della Regione e delle partecipate, del trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano, della formazione professionale, tutti quei settori nei quali la Regione guidata da Cota sta operando da diversi mesi una pericolosa politica di tagli, senza aprire un dialogo con il sindacato, le associazioni di categoria, gli enti locali per definire scelte e programmi condivisi.

Nel corteo decine i cartelli colorati a denunciare l'aumento degli sfratti, i tagli nei trasporti e nella sanità, quest'ultima rappresentata da una lettiga di pronto soccorso con un manichino cui erano attaccate “numerose” flebo, e la scritta: “Cota, meno lettighe più letti”.

In piazza Castello, prima degli interventi dei delegati e delle Rsu dei settori coinvolti, è stato dedicato un minuto di silenzio, seguito da un lungo applauso, a quei lavoratori che anche in Piemonte, negli ultimi giorni, si sono tolti la vita per le difficoltà provocate dalla crisi.

“Noi dobbiamo partire dalla straordinarietà della situazione, di come la crisi ha cambiato la condizione di migliaia di persone - ha dichiarato il segretario generale Cgil Piemonte, Alberto Tomasso, che ha tenuto il comizio conclusivo a nome dei tre sindacati confederali piemontesi. “E’ qui che sta la inadeguatezza della giunta regionale, si lavora a protocollo, a regole da ragioniere. I conti sono importanti, bisogna partire però dalle persone, dalla loro vita concreta. Non siamo solo contro, vogliamo essere costruttivi. Chiediamo con forza un tavolo sulla crisi, una sede per discutere le emergenze, dare un contributo serio e tentare di dare uno sbocco positivo ai mille problemi. Chiediamo una convocazione per discutere in questo modo delle cose. La straordinaria manifestazione di oggi è la dimostrazione che andare avanti uniti è possibile. Non ci fermeremo qui. Il sindacato unitario del Piemonte si impegna a dare una prospettiva a questa grande manifestazione, intensificando l’iniziativa nei confronti della Regione e a riunificare il fortissimo disagio sociale e di emergenza occupazionale presenti”. 
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