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Bologna, domenica il referendum: scuole pubbliche o private?

A Bologna, domenica, la popolazione sarà chiamata per pronunciarsi sulla scelta tra scuola pubblica e scuola privata.

Questo  e' il quesito, promosso dal Comitato Articolo 33: “Quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata ritieni più idonea per assicurare il diritto all’istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia? a) utilizzarle per le scuole comunali e statali; b) utilizzarle per le scuole paritarie private”.

Francesco Guccini e' schierato con i referendari, in difesa di una “scuola dell’infanzia, pubblica laica e plurale”, Romano Prodi ha invece parlato di “accordo che ha funzionato bene per tantissimi anni e ha permesso, con un piccolo impiego di mezzi, di ampliare  il numero dei bambini ammessi alla scuola dell’infanzia”.
Il Comune di Bologna ha inoltre diffuso un opuscolo dove si legge: “In Italia i Comuni non sono obbligati a istituire o finanziare la scuola dell’infanzia. Il fatto che il Comune si sia fatto carico storicamente della mancanza di una presenza statale significativa non è quindi un fatto normale, ma una scelta speciale. Questa scelta fa di Bologna una città unica”.

"Secondo l’amministrazione comunale, dal 1994, per ampliare l’offerta di posti disponibili e garantire adeguati standard di qualità, l’Amministrazione comunale ha introdotto le convenzioni con le scuole paritarie private che hanno accettato di condividere alcuni obiettivi. Questa scelta ha permesso di allargare la sfera del controllo pubblico e garantire una maggiore accessibilità e qualità per tutta la scuola bolognese”.

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