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L'Unione Inquilini presenta "l'indice della sofferenza abitativa per sfratti"
E' l'Unione Inquilini a presentare l'elaborazione più completa in Italia dei dati a livello territoriale sulla situazione degli sfratti confrontando quella nazionale con quella delle città. 

"Abbiamo elaborato un indice della sofferenza abitativa per sfratti - dichiara Walter De Cesaris, Segretario Nazionale dell'Unione Inquilini - che è stato applicato nelle realtà territoriali, facendo dunque una classifica che indica le città dove si dimostra più acuto".

Ma il contributo dell'Unione Inquilini alla situaizone sfratti è stato anche più meticoloso. "Abbiamo elaborato un doppio indice: il primo, mettendo a raffronto il numero degli sfratti emessi con il totale della popolazione residente - aggiunge De Cesaris - il secondo, che è quello da prendere in considerazione, è il rapporto tra il numero degli sfratti emessi nel 2012 con il numero delle famiglie in affitto da privati".

L’elaborazione dei dati si basa su fonti ufficiali, vale a dire quelli sugli sfratti pubblicati dal Ministero dell’Interno, i dati delle famiglie residenti in Italia nel 2010 (fonte ISTAT).

In base a questi emerge che in Italia la sofferenza per sfratti non è più un dato che riguarda principalmente le grandi aree metropolitane. Se si guarda dunque all’indice della sofferenza abitativa, facendo un rapporto tra sfratti e popolazione, si può notare  che la sofferenza è ancora più acuta nelle medie e piccole città (in prevalenza del centro nord). Qui risulta infatti più pesante è l’impatto della crisi, più acuto il processo di deindustrializzazione e conseguentemente licenziamenti e cassa integrazione. Prato è la città maglia nera per l’indice di sofferenza abitativa per sfratti, seguono tre città della Lombardia. Una città come Rimini ha un indice di sofferenza abitativa per sfratti maggiore di Roma.
Per Roma nessun cambimento: si conferma la capitale d’Italia per sfratti, con un indice di sofferenza abitativa altissimo. Milano e Napoli, solo apparentemente presentano un indice più basso (i dati forniti dal Ministero dell’Interno per queste due città sono incompleti).
Ma per la prima volta si affacciano nella classifica con più alto indice di sofferenza abitativa anche città del mezzogiorno: Palermo, addirittura seconda tra le grandi aree metropolitane e, tra le province, Cosenza e Avellino.

Come sarebbe possibile abbattere l’indice di sofferenza abitativo, dovuto per il 90% alla morosità?
Walter De cEsaris parla chiaro: "Occorrerebbero immediatamente, un provvedimento urgente di sospensione temporanea di tutti gli sfratti (non solo della finita locazione come attualmente in vigore, che copre meno del 10% degli sfratti emessi) e il rifinanziamento del fondo sociale per gli affitti (stanziamento eliminato dal precedente governo). Strategicamente - aggiunge - il finanziamento e il varo di un vero piano per aumentare l’offerta di alloggi sociali in Italia, prioritariamente attraverso il recupero e il riuso del patrimonio esistente. L’associazione dei comuni italiani valuta in 650 mila alloggi la necessità impellente per dare risposta agli aventi diritto a una casa popolare oggi in attesa di assegnazione".

I dati sulla sofferenza abitativa 

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