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Case in affitto? Stangata Imu. Aumenti oltre 140%
Se l'Imu di giugno ha favorito le prime case, non ha risparmiato invece quelle date in affitto.

La rata che è stata appena versata è aumentata moltissimo confrontata con quella pagata dai proprietari diversi anni fa ai tempi dell'acconto Ici.
Sono stati colpiti sia gli appartamenti a contratto libero, ossia i 4 anni più 4, quanto quelli affittati a canone concordato, 3 anni più 2, e nelle grandi città, nel primo caso, tocca un aumento medio che va oltre il 140% rispetto al corrispondente acconto Ici.

Ma anche paragonando la rata dell'Imu versata nel 2012 con quella appena saldata, gli aumenti medi si aggirano sul 40%.
Salti che hanno fatto scendere sul piede di guerra Confedilizia, l'associazione dei proprietari. 

Confedilizia interviene criticando la definizione di "seconda casa": "Fa pensare alle villetta al mare delle famiglie abbienti - spiega  Giorgio Spaziani Testa, il Segretario Generale - in realtà possedere una casa diversa da quella in cui si abita non è sempre sinonimo di ricchezza".
Basti pensare che nella categoria vanno messe anche la casa che la famiglia può possedere per motivi ereditari, come l'appartamento che il proprietario ha abbandonato perché per lavoro si è traferito altrove e con obbligo di residenza.

"A volte -specifica Confedilizia - gli affitti servono solo a rimpolpare le scarse entrate del pensionato o a mantenere il figlio che non rtova lavoro".  

I proprietari parlano di "emergenza sociale" soprattutto per i beni dati in affitto concordato "dei quali beneficiano le categorie più deboli". Chiede, "almeno per questa tipologia, un blocco dell'aliquota al 4 per mille" assicurando che l'aggravio per lo Stato sarebbe di "70 milioni in tutto".

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