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La7 domenica 2 novembre invita inquilini in piazza contro vendita all'asta case popolari. De Cesaris: "E' un crimine sociale"
. Le case popolari sono un bene comune, danno alloggio a famiglie che altrimenti non avrebbero un tetto sulla testa. Occorre partire da questo principio per poter fare un quadro generale della grave situazione attuale. Si sta parlando a fondo, in questi giorni, del decreto attuativo ministeriale dell'articolo 3 legge 80/2014. In soldoni si tratta delle vendita all'asta delle case popolari, settore che invece andrebbe rilanciato con circa 700.000 alloggi in tutta Italia.

La7 all'interno del programma "La Gabbia", domenica 2 novembre, in piazza San Zaccaria Papa alle ore 20,00 intende dar voce e spazio all'Unione Inquilini. Invita gli attivisti, gli inquilini, sfrattati e i simpatizzanti per partecipare insieme alla diretta sulla trasmissione e mettere i riflettori su questo dramma attuale.

E' stato Walter De Cesaris, in un'intervista, a ricordare l'importanza del 6 novembre: "Abbiamo lanciato una campagna di assemblee e di raccolte di firme in tutta Italia - chiarisce - Il prossimo 6 novembre faremo una prima iniziativa eclatante: tutti sui tetti per dire che le case popolari sono un bene comune che non si svende ma si rilancia. Una catena umana sulla cima delle case popolari per dire che non ci butteranno giù ma anche che non vogliamo “buttarci giù”. Non ci rassegniamo, vogliamo reagire e dire un grosso no a questo disgustoso progetto. Abbiamo una alternativa molto credibile e fattibile: recuperare il patrimonio pubblico in disuso - spiega il Segretario - e riutilizzarlo ai fini della residenza sociale è una grande operazione di equità sociale e di rilancio del Paese, un investimento sul futuro".

Cosa accadrà di fatto? Abbiamo sotto gli occhi un provvedimento che va a favore della rendita immobiliare. A farlo pensare è la modalità non del tutto chiara sul come si svolgeranno queste aste. Quello che pare sia certo è il diritto di prelazione parte degli inquilini, ma l’assegnatario avrà 30 giorni di tempo dall’aggiudicazione per esercitare il suo diritto. La domanda è: come fa una famiglia ad avere soldi non rateizzabili per acquistare? 

"Tra gli assegnatari - spiega De Cesaris - potrebbero comprare (forse) quelli che hanno redditi maggiori ma che, in ragione del canone rapportato al reddito, oggi pagano di più di canone e, pertanto, aiutano il sistema ancora a reggersi in piedi. In questo senso, trovo incomprensibile il silenzio di Federcasa e dei gestori degli IACP, ATER o comunque sono denominato in base alle riforme effettuate in diverse regioni. Così come trovo incomprensibile il silenzio delle Regioni, dei Comuni e dell’ANCI. La norma ha evidenti profili di incostituzionalità perché lo Stato non può dettare norme su un patrimonio che non è suo e sul quale la competenza di regioni ed enti locali è esclusiva". 

Il decreto prevede anche la vendita in blocco degli edifici ERP definiti fatiscenti o degli edifici i cui costi di manutenzione sono ritenuti troppo cari. Un passaggio del provvedimento che fa credere alla dismissione in blocco di interi edifici per poi legarla a cambi di destinazione d’uso.

"Gli immobili fatiscenti - a ribadirlo ancora una volta è il Segetario - vanno recuperati e risanati ai fini di restituirli alla loro funzione sociale non svenduti alla speculazione immobiliare. Un mondo quello delle aste in cui si muovono bene i pescecane e gli affaristi di varia natura, in cui sono facili le “combine” e gli accordi sotto banco, un mondo in cui la trasparenza non mi sembra molta".

Ma insieme al Segretario dell'Unione Inquilini a confermare l'importanza delle case popolari come bene comune c'è la testimonianza video del signor Corrado che si può ascoltare QUI e QUI. Le case popolari sono un bene comune. "Se le case popolari vengono messe all'asta perché considerate vendibili a maggior ragione non dovrebbero essere messe in vendita, ma lasciate agli assegnatari. L'Ater dovrebbe preoccuparso solo di farci all'interno la dovuta manutenzione!"

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