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Morosità incolpevole. “Se il comune non rispetta la legge al via la denuncia per omissione in atti d’ufficio”
Una testimonianza (IL VIDEO) ma soprattutto una storia che fa male quella raccontataci oggi dal signor Sergio Sorrentino, romano, sessantacinque anni ad agosto 2015. Disoccupato che vive sotto sfratto e il cui nucleo familiare è composto da tre persone di cui due ricevono un’invalidità civile, per una somma pari a 600 euro al mese.

E’ questa la somma con cui la famiglia dovrebbe e pagare l’affitto e vivere, ma non ce la fa. Per l’appartamento in via Carlo Francesco Bellingeri, 19, dove vive la famiglia Sorrentino, la stessa con in mano un contratto di locazione a decorrere dal 1 marzo 2009, durata 4+4, deve pagare un canone di affitto mensile pari a 580 euro. E’ del 25 luglio 2014 l’emissione del provvedimento di sfratto esecutivo di rilascio per morosità incolpevole.

Il bisogno primario di questa famiglia oggi è un tetto sulla testa, un sostegno fino ad agosto 2015 quando il signor Sorrentino comincerà a prendere la pensione.

E’ dal licenziamento avvenuto il 15 agosto 2011 e dal riconoscimento di invalidità civile che il signor Sorrentino non ha più potuto pagare l’affitto. Il 1 aprile 2012 il Tribunale di Roma ha convalidato lo sfratto per morosità e ha fissato la prima esecuzione al 22 novembre 2013. L’esecuzione attualmente è in corso.

Questa mattina è stata presentata la diffida nei confronti del Sindaco Ignazio Marino e dell’Assessore alla casa Daniele Ozzimo, dopo “il silenzio” seguito alla richiesta da parte della famiglia al Prefetto di Roma e all’assessore alla casa del Comune di usufruire delle misure di accompagnamento sociale e di conseguente graduazione dello sfratto, previste infatti nei casi di morosità incolpevole accertata (secondo art.6 comma 5 legge 124 del 2013, e del decreto del ministro delle infrastrutture 14 maggio 2014).

Si è trattato dunque di una mancanza: il Comune non ha applicato le normative e la famiglia Sorrentino oggi si trova in queste condizioni.

“Le normative su citate – dichiara Massimo Pasquini, Unione Inquilini Roma, sostenendo come sindacato la famiglia in questione – prevedono che il Comune stili l’elenco delle famiglie con i requisiti, fissati dal decreto attuativo, per il riconoscimento della morosità incolpevole e che questo elenco sia inviato al Prefetto per la graduazione degli sfratti relativi a quelle famiglie. Oggi – continua Pasquini – a un anno dalla data di entrata in vigore della legge e a 3 mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo il Comune non ha fatto nulla e da questo discende il fatto che ogni giorno continuano ad essere eseguiti sfratti di famiglie che avrebbero diritto ad essere graduate e all’accompagnamento sociale verso altra casa da parte del comune di Roma come prescritto dalla legge”.

“Oggi – continua Pasquini – se a Roma si eseguono sfratti di famiglie che dovrebbero essere tutelate la responsabilità è interamente del Comune e della sua astrattezza programmatica e nel suo vuoto di iniziative”. Sappiamo che 9 sfratti su 10 a Roma sono per morosità incolpevole; che dunque gli sfratti continuano, ma dovrebbero essere graduati. La mancanza di applicazione di atti e iniziative precedenti a sostegno delle famiglie con  morosità incolpevole ha fatto sì che quest’anno la Regione Lazio perdesse circa 2 milioni di euro. L’accompagnamento sociale è dunque un diritto, così come la graduazione degli sfratti. Laddove non venisse rispettata la legge il Comune, ha spiegato Massimo Pasquini, potrebbe ricevere una denuncia per omissione in atti d’ufficio.

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