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“Le sigarette uccidono, il governo ci ammazza! Non permetteremo a nessuno di toglierci le nostre case!”
L’autunno caldo per il diritto alla casa non concede tregua né alle istituzioni né a chi lotta. Oggi in corteo a Primavalle contro vendita all’asta delle case popolari.

A dimostrarlo, a Roma, questa mattina una folla di cittadini che ha riempito piazza Mario Salvi. E’ da qui che ha avuto inizio il corteo. Una mobilitazione che si è spinta fino alle case popolari di Torrevecchia e che ha visto impegnati oltre cinquecento persone. Non solo i cittadini che vivono nelle case popolari di Primavalle, ma anche di altri quartieri e con al seguito le delegazioni di abitanti delle case occupate, i rappresentanti di Rifondazione e di SEL.

“Le sigarette uccidono, il governo ci ammazza”, grida il signor Osvaldo. Ma questo è solo uno dei tanti cori ad animare il corteo e che ha dato voce, così come accade spesso negli ultimi tempi, alla lotta contro il decreto attuativo ministeriale dell’art. 3, legge 80 decreto Lupi, secondo il quale gli assegnatari delle case popolari in soldoni sono a rischio: potrebbero finire in strada con la vendita all’asta delle case popolari in cui vivono anche da trent’anni.

Ed è per questo dramma che oggi a Roma ha preso forma questa mobilitazione. Dai tetti dove la settimana scorsa, nonostante il maltempo, numerosi cittadini armati con ombrelli e bandiere, sono saliti a protestare contro questo decreto attuativo, questa mattina hanno sfilato con la stessa rabbia e la stessa volontà: restare nelle loro case. Contrastare questo decreto. Ribadire che il diritto alla casa non è un privilegio per pochi, ma un diritto per tutti.

“Un corteo numeroso questa mattina – dichiara Renato Rizzo, Unione Inquilini Roma di Primavalle- E’ molto importante perché gli inquilini che vengono a sapere di questo decreto scendono in piazza con la volontà di mobilitarsi in prima persona. Venerdì 21 – aggiunge – saremo alla regione Lazio dal presidente della regione. Zingaretti può e deve intervenire su questo decreto infame! Il governo – conclude Rizzo – con la messa all’asta delle case popolari crea un grave danno a centinaia di migliaia di cittadini. Metterli in mobilità forzata è una cosa gravissima. Non dovrà accadere!”

Ma tra i rappresentati delle forza sindacale, Sel e Rifondazione la eco più forte e le voci più importanti sono state quelle combattive e rabbiose dei cittadini. “Sto campando con settecento euro al mese con mia moglie – racconta il signor Osvaldo -. Ogni mese con questi pochi soldi ci devo pagare tutto e mangiare. Non si può campare così! – continua – Ci devono dare un decreto modificato. Come facciamo noi a comprarci la nostra casa con 700 euro al mese? Queste sono le case del popolo. Ce le devono lasciare!”.

Un corteo pacifico. “Sì! Oggi il corteo è pacifico – grida con un megafono un cittadino – ma può diventare pericoloso. Noi non permetteremo mai che ci tolgano queste case!”. Il grido del corteo è poi unanime: “Governo Renzi te ne devi andare!”

Anche Rete territoriale dei Diritti Sociali Roma Nord è in piazza e, con forza, si unisce alle voci. “Siamo tutti nella stessa lotta- ribadiscono – ci vogliono mandare in strada, con l’articolo 5. Chi occupa case occupa case vuote. Lotta per riprendersi un diritto. Non ci divideranno. Dobbiamo lottare uniti tutti insieme. Dobbiamo affondare la barca di Marino. Andiamo avanti in piazza – incitano al megafono – a dimostrare che noi lottando e scendendo possiamo vincere e riprendere tutto quello che ci spetta”.

“Stiamo organizzando assemblee nei nostri territori sull’argomento – Claudio Ursella, Segretario Federazione- perché dentro le case popolari c’è la nostra gente. Si tratta di una legge inapplicabile- spiega – E questo significa la guerra. Dentro questi territori il governo non entrerà! “

Il prossimo appuntamento sarà il 21 novembre alla Regione Lazio.

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